Varie tappe hanno portato il premier in diverse città siciliane. Venerdì al teatro S. Cecilia a #Palermo, ieri mattina alle 10 inaugurazione dell'anno accademico dell’Università di Palermo Teatro Massimo, ore 12.30 Trapani cinema Ariston, ore 15.30 presentazione del logo del G7 a Taormina Grand Hotel Timeo, ore 17.30 firma Patto per il Sud città di Messina, Università di Messina, ore 18.30 manifestazione al Palacultura di Messina.

Tutti gli interventi hanno avuto come tema il referendum, anche se non sono mancate molte occasioni per affrontare temi di politiche comunitarie. Nella due giorni Renzi ha più volte sottolineato come "la vittoria del SI, non sarà il nostro traguardo, il nostro obiettivo, ma il punto di partenza per dire in Europa e nel mondo, che l’Italia è più semplice.

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Mi servirà a dire che anche in Europa servono le riforme strutturali”. All'inaugurazione dell'anno accademico, Renzi ha dichiarato: "La Sicilia e l'Italia tutta hanno un problema di autostima. Si continua ad elencare quello che non funziona, invece io voglio dire, che serve una cultura che ci protegga dalle sofferenze e ci aiuti a superarle. La politica è stata certamente uno dei problemi di questo paese, ma anche la classe dirigente ha avuto un suo ruolo." A questo punto lancia una sfida: "vincete le resistenze interne, accettate la competizione. Noi ci siamo. Siate responsabili, usate le risorse in modo trasparente" e rivolgendosi ai docenti presenti "perchè non si ripetano connivenze con sistemi sbagliati".

A margine della manifestazione il sindaco di Palermo Leoluca Orlando, ha dichiarato: "Le richieste al governo sono molto semplici.

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Tener presente che esiste una condizione disastrosa delle Autonomie locali e che non si può continuare a mortificarle. Palermo ha messo a posto i propri conti, vorrebbe non essere ostacolata da normative inadeguate". Fuori dal Teatro Massimo, si sono svolti dei cortei. Non sono mancati momenti di tensione.

La polizia è dovuta intervenire per non fare avvicinare al teatro alcuni studenti dei collettivi e ragazzi dei centri sociali. Alle 12.30, convention del Pd a Trapani. Anche in questa occasione il Premier ha sottolineato come: “La riforma è il punto di partenza per dire all’Europa e al mondo che l’Italia è più semplice”. In apertura dell'intervento durato circa un'ora, non sono mancati degli accenni di contestazione al Premier, che lo stesso, rivolgendosi all'altra parte della platea, ha sminuito commentando: "noi in tutta Italia svolgiamo una funzione sociale, diamo loro modo di esprimersi, accogliamoli con un grande applauso, un grande abbraccio e l'affetto di tutti noi." Nel lungo intervento ha anche sottolineato la differenza tra i paesi alleati e gli italiani, in particolare di coloro che sono al fronte del fenomeno immigrazione, ovvero i siciliani.

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"Voi nella provincia di Trapani lo sapete bene, lo sapete voi bene in Sicilia, quanto è drammatica la contraddizione tra quelli come i nostri colleghi e compagni di strada europea, che dopo essere stati salvati dall'Europa, penso soprattutto quelli d'Europa dell'Est, abbattendo i muri e permettendo loro di uscire dalla situazione di difficoltà nella quale stavano, oggi tirano su nuovi muri e non muovono un dito di fronte ai problemi dell'immigrazione, quanta lontananza e diversità c'è, quanto siamo orgogliosi." Non sono mancati gli attacchi ai sostenitori del NO. “C’è una variegata alleanza di quelli che dicono “No”: D’Alema, Berlusconi, Monti, Fini, Dini, Cirino Pomicino. Sono rispettabili ma mi colpisce che siano gli stessi che sugli stessi argomenti prima dicevano “Sì”. Hanno cambiato idea perchè il loro obiettivo è riprendersi il governo che gli abbiamo tolto perchè non erano stati in grado di cambiare le cose. Noi vogliamo il futuro, non il passato. Che l’Italia si rimetta in moto e non continui con le stesse facce degli ultimi trent’anni”. #Matteo Renzi #referendum costituzionale