Dovevano essere più di 8 milioni, i cittadini ungheresi chiamati ad esprimere il proprio parere attraverso il referendum. L'oggetto del contendere? Garantire accoglienza ai migranti, per sostenere e sgravare le Nazioni che maggiormente si assumono l'onere di dare asilo a chi fugge dalla propria terra.

Italia e Grecia - che sono in prima linea per sbarchi e sovraffollamento - non trovano supporto in nessun caso; neppure l'#Ungheria si dice disposta ad aprire le proprie frontiere.

Niente quorum, ma vincono i no

Il quorum necessario per trasformare la volontà popolare in legge definitiva non è stato raggiunto: solo il 43,42% degli aventi diritto si è presentato alle urne, contro il 50% necessario per l'avallo definitivo.

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Dai dati provvisori, emerge però molto netta la volontà popolare: il 98% dei votanti si è espresso con un secco no alla proposta di rendere obbligatoria l'apertura delle frontiere e l'accoglienza dei migranti.

Un dato che non può e non deve passare inosservato, del quale la UE dovrà tenere conto, è il commento del premier ungherese #Orban, fautore del no e strenuo sostenitore del referendum, che però - anche davanti ad un risultato così largamente orientato sulle sue posizioni - esce sconfitto dalla tornata referendaria: non tutti gli ungheresi (almeno tra i non votanti) sono con lui.

La gente che non vogliamo

Nonostante il mancato quorum, Orban cavalca il risultato da vero vincitore; non manca di sottolineare che l'Ungheria è stato l'unico Paese della Cee a consultare i propri cittadini su una questione così spinosa e sofferta.

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Anzi, rincara la dose, preannunciando di voler indire tavoli di trattativa con la UE che - a suo giudizio - non può non tenere conto della volontà espressa dagli ungheresi. 

Si batterà dunque fino in fondo per avvallare il risultato ottenuto e per sostenere quanti tra i magiari non intendono accogliere in casa la "gente che non vogliono": un riferimento per nulla sottinteso ai possibili ingressi di terroristi e delinquenti.

Ma Bruxelles ha già dato la sua risposta: un secco muro di opposizione, già issato nel momento in cui il referendum era stato indetto. La consultazione infatti non avrebbe avuto in ogni caso valore, anche a quorum raggiunto, ed il Presidente del Parlamento Europeo - Martin Schultz - ci tiene a sottolineare la linea adottata: quello di Orban, precisa, è "un gioco pericoloso", minimizzando le cifre (l'Ungheria avrebbe dovuto accogliere solo 1.300 migranti su 160 mila).

Una proposta che lo stesso Orban aveva avvallato in sede comunitaria, prima di lanciare la crociata referendaria, etichettata dagli oppositori come xenofoba e islamofoba.

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Amnesty: in Ungheria terribile trattamento riservato ai profughi

La linea dura contro le immigrazioni è da tempo perseguita in Ungheria: dopo il transito di 400 mila profughi sul proprio territorio, avvenuto lo scorso anno, metri e metri di rete metallica sono stati posti ai confini meridionali della Nazione, per impedirne il ripetersi.

Ed il costante rifiuto a concedere asilo a chi lo richiedeva (rifiutandolo ad 8 su 10 richiedenti) ha spinto Amnesty International a parlare dell' "orribile trattamento" che l'Ungheria riserva ai profughi. #referendum costituzionale