#Yanis Varoufakis rilascia un’intervista in diretta alla trasmissione #La Gabbia Open, condotta da Gian Luigi Paragone su La7, parlando a ruota libera della sua idea di Europa e degli errori commessi da Matteo Renzi nel 2015 quando, durante il braccio di ferro tra Unione Europea e Grecia, si schierò senza esitazioni dalla parte di Angela Merkel. Secondo Varoufakis, il premier italiano starebbe pagando adesso, schiacciato dall’#austerity europea, le conseguenze di quella scelta. Non poteva naturalmente mancare una domanda sul referendum costituzionale italiano nel quale, se potesse, l’economista ellenico voterebbe senza dubbio No.

Il doppio errore di Renzi

Sollecitato dalle domande del conduttore, il leader del movimento politico Diem25 (Democracy in Europe Movement) si sbilancia sul rapporto tra Ue, Grecia ed Italia.

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“Io penso che nel 2015 Renzi abbia commesso un errore” a non difendere la Grecia quando veniva schiacciata dall’Europa, dice Varoufakis facendo riferimento alla ‘guerra dell’austerity’ che ha ridotto sul lastrico il suo paese. Un errore, quello del premier italiano, ne è convinto il greco, che è raddoppiato a causa della scelta del ‘fiorentino’ di rimanere incollato alla burocrazia di Bruxelles. “Adesso sta pagando per quell’errore perché”, prosegue Varoufakis, è costretto dagli euroburocrati a rispettare le regole dell’austerity nella legge di Stabilità.

L’idea di Europa secondo Diem25

Tornando a parlare di Europa in generale, Varoufakis si dimostra convinto che si possa discutere di un “cambiamento di regole”. L’Ue, per lui, dovrà per forza modificare il sistema euro al fine di “minimizzare i costi umani”.

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Infatti, come accaduto per la coraggiosa Grecia, “la ribellione di Spartaco non è stata inutile” perché ci sono delle cose per cui vale la pena combatte. Durissimo, poi, l’attacco alle cosiddette élite che  “non sono mai state capaci di essere una guida per i popoli”. L’idea di Europa di Diem25 deve, inoltre, andare oltre “gli stati e le frontiere”. Ma Varoufakis, pur pretendendo il diritto di criticarla, vuole comunque restare con tutti e due i piedi dentro l’Ue, come dimostra la sua campagna anti Brexit. 

No ad austerity e referendum

Anche se salva la Germania che, a suo avviso, deve restare un “asse portante dell’Europa”, Varoufakis condanna senza appello l’austerity che “non ha mai funzionato e non funzionerà mai”. Se, per assurdo, fosse capo di una nuova Commissione europea, utilizzerebbe come parola chiave per i paesi in crisi: “Investimento”. Il suo scopo è quello di unire le forze della Bce di Draghi, delle banche e  della banca europea degli Investimenti. Gran finale col botto dedicato al referendum costituzionale italiano nel quale Varoufakis voterebbe No.