La notizia è proprio di ieri, è intervenuto al termine del congresso di #hillary clinton il Direttore dell’F.B.I., James B. Comey sullo scandalo delle email affermando che “alcuni funzionari dell’F.B.I. hanno aperto un’inchiesta dove potevano, come non potevano esserci delle email compromettenti della Clinton durante il periodo in cui ha ricoperto il ruolo di Segretario di Stato, ma non è stato scoperto nulla di rilevante”.

Brian Fallon, un portavoce di Hillary Clinton, ha scritto un post su Twitter dicendo di essere sempre stato convinto, che sarebbe stata cancellata da ogni accusa.

Sarà veramente così?

Come riportano quasi tutti i principali giornali e siti americani l’intervento prima di Obama contro l’F.B.I.

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e in soccorso di Hillary e adesso la retromarcia fatta direttamente dal Direttore James B. Comey dell’F.B.I. ha lasciato, ombre e dubbi nell’opinione pubblica americana. Gli americani non credono a questa versione, la vedono solo come una strategia per far rimontare la Clinton nei sondaggi.

Scontro fra le principali agenzie di sondaggi

Sicuramente questa è stata una campagna elettorale all’ultimo sangue, non si sono fatti mancare nulla tra colpi di scena e colpi bassi, la stessa guerra è stata portata avanti dalle principali agenzie di sondaggi, talvolta davvero discordanti. Gli ultimi sondaggi vedono una rimonta della Clinton in Florida, che cerca di portare alle urne gran parte dell’elettorato latinoamericano, che non vedono di buon occhio sicuramente Trump per le sue frasi contro gli extracomunitari.

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Una delle agenzie più attendibili The LA Times/USC Tracking vede #Donald Trump da maggio per la prima volta davanti a Hillary Clinton di oltre un punto. Entrambi i candidati stanno terminando l’estenuante campagna elettorale correndo negli Stati dove i sondaggi li vedono perdenti cercando di convincere la fetta più grande dell’elettorato che come citano tutte le agenzie di sondaggi è ancora quello degli indecisi.

Donald Trump per verificare la sua notorietà ha iniziato una 24 ore di raccolta fondi su Facebook e su Twitter, milioni di sostenitori hanno dato di continuo un piccolo contributo che parte da un minimo di 48 dollari a salire, ma la stranezza di questa raccolta che non è sfuggita agli analisti più attenti sono state le tantissime donazioni fatte dagli europei, italiani compresi, dai russi e cinesi. #“Emailgate