Hillary Clinton o Donald Trump nuovo presidente degli Stati Uniti d’America? La risposta avremo modo di scoprirla tra poche ore. L’apertura dei primi seggi elettorali avverrà alle ore 6.00 locali, quando da noi in Italia sarà mezzogiorno. I cittadini statunitensi incominceranno ad esprimere il proprio voto partendo dalla East Coast, fino ad arrivare alla West Coast. I primi risultati, invece, saranno attesi poco dopo la chiusura delle urne, quando si inizieranno i conteggi. I primi Stati a chiudere saranno Indiana e Kentucky alle ore 18.00 locali (ore 24.00 italiane), dopodiché si potrebbero attendere poche ore, nell’eventualità che uno dei due candidati vinca ampiamente, altrimenti bisognerà aspettare ancora un po’.

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Secondo le stime, non dovrebbero esserci sorprese, con Hillary Clinton in vantaggio, ma tutto potrebbe cambiare con i risultati di quegli Stati in bilico. A seguire vi illustreremo gli orari della lunga nottata elettorale, ma prima vi ricordiamo che i due candidati saranno attesi alle urne nel corso della mattinata statunitense (pomeriggio italiano), probabilmente a New York.

Elezioni USA: quando chiudo in seggi e scaletta della giornata

I primi esiti delle #Elezioni USA giungeranno alle ore 6.00 del mattino italiano. Saranno quelli del piccolo abitato di Dixville Notch, situata nel New Hampshire, composta da appena una dozzina di persone. Tradizionalmente i voti vanno ai repubblicani, perciò dovrebbe vincere Hillary Clinton. Scopriamo a che ora verranno chiusi i seggi per ciascuno Stato, con riferimento al fuso orario italiano.

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I primi saranno quelli di Indiana e Kentucky (ore 24.00), non interamente però, dopodiché si proseguirà un giro d’orologio più tardi (ore 1.00) con i restanti dei due Stati appena citati, più Georgia, New Hampshire, Carolina del Sud, Vermont, Virginia e gran parte della Florida. Alcuni di essi sono in bilico, specie l’ultimo, che nel gergo vengono denominati ‘Purple States’, proprio perché non sono identificabili come blu o rossi.

Si proseguirà alle ore 1.30 con Carolina del Nord, Ohio e Virginia Occidentale, mentre mezz’ora più tardi (ore 2.00) sarà la volta di molti Stati: Alabama, Connecticut, Delaware, D.C., Illinois, Kansas, Maine, Maryland, Massachusetts, Mississippi, Missouri, New Jersey, Oklahoma, Pennsylvania, Rhode Island e Tennessee. A questi si aggiungeranno anche la rimanenza della Florida, la zona est del Dakota del Sud e gran parte di Texas, Michigan e Dakota del Nord. A seguire toccherà al solo Arkansas (ore 2.30), poi assisteremo alla chiusura degli Stati di New York, Minnesota, Nebraska, Colorado, Louisiana, Nuovo Messico, Texas, Arizona, Wisconsin e Wyoming alle ore 3.00, contemporaneamente alla parte nord-occidentale del Michigan, occidentale del Dakota del Sud e sud-occidentale del Dakota del Nord.

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Proseguiremo alle ore 4.00 con una parte dell’Idaho, poi Utah, Montana e Nevada; proprio quest’ultimo sarà da tenere d’occhio. Il motivo? Viene considerato uno ‘Stato Montone’, che guida il gregge, dove di solito vince chi trionfa alle elezioni presidenziali. Il Nevada è molto affidabile e 9 volte su 10, dal 1976, ha sempre identificato il vincitore. Un’ora dopo (ore 5.00) toccherà a California, Oregon, Washington, Hawaii e la zona settentrionale dell’Idaho, mentre alle ore 6.00 sarà la volta di gran parte dell’Alaska, fatta eccezione per le isole più a occidente, dove i seggi verranno chiusi alle ore 7.00. Per quanto concerne i risultati già tra le ore 2.00 e 4.00 della notte italiana avremo modo di capire come staranno andando le cose. Una volta trascorse le ore 5.00, uno dei candidati dovrebbe aver raggiunto i 270 voti e si dovrebbero conoscere gli esiti di buona parte degli Stati dove regna l’incertezza. All’alba italiana, infine, avremo i discorsi. Ricordiamo, però, che il presidente degli Stati Uniti verrà formalmente eletto tra un mese circa, per la precisione il 12 dicembre, mentre l’insediamento avverrà il 20 gennaio.