L' avvocatessa Amal Clooney ha aperto la conferenza dello scorso martedì 15 novembre, in Texas, con forti parole di rimprovero nei confronti dell' Onu, accusato di trascurare la tragica situazione delle donne yazide, una minoranza presente nel nord dell'Iraq, sotto controllo dell' #Isis.

Amal, conosciuta per le sue battaglie sui diritti civili e sulle lotte di genere (la ricordiamo per esempio nella battaglia legale al fianco di Julian Assange) più volte ha denunciato gli abusi e lo sfruttamento a cui queste donne vengono sottoposte dai miliziani islamici.

Rispetto a crimini, solo in superficie più eclatanti, la tragica situazione in cui vertono le donne yazide passa spesso sotto silenzio, dimenticando come lo stupro sia una tattica di guerra al pari delle armi Come avvocatessa, fu proprio lei a portare alla luce la storia di Nadia Madar, sua assistita dopo la fuga e l'arrivo in occidente.

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Anche nella conferenza texana di fronte ad un uditorio quasi completamente al femminile, Amal ha narrato la cattura di Nadia, dopo la tortura e l'uccisione degli uomini del suo villaggio e di come lei e le altre donne abbiano subito ripetutamente violenza dopo esser state costrette a recitare preghiere e a vestirsi secondo la legge dei miliziani. Nadia, accusata di aver tentato la fuga, subì poco dopo uno stupro di gruppo da parte delle guardie dell'Isis, con due uomini contemporaneamente, durato tutta la notte.

La famosa avvocatessa ha ribadito la necessità di interventi immediati per liberare le donne yazide e restituire loro un simulacro di serenità, attraverso percorsi psicologici specifici. Denunciando in contrasto la politica di inattività e disinteresse perpetrata dall' Onu.

Amal Clooney ha terminato la conferenza, esortando le donne a lottare per i diritti e la dignità di tutte, anche con gesti semplici e all'apparenza insignificanti.

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Proprio perché le donne di tutto il mondo conoscono abusi e prevaricazioni e li provano sulla loro pelle quotidianamente, nei posti di lavoro o in famiglia.