È bufera sull’ultima trovata del presidente del Consiglio #Matteo Renzi e del suo entourage. Il capo di governo infatti, conscio dell’importanza che hanno rivestito in recenti tornate elettorale i voti degli italiani all’ estero, ha fatto recapitare loro una lettera motivazionale con cui si esplicavano le ragioni del SI in riferimento alla consultazione del 4 dicembre.

Immediate e veementi le reazioni di vari esponenti politici e non solo. Tra le prime è da segnalare quella del noto giornalista Enrico Mentana, direttore del tg di La7. Secondo Mentana, questo comportamento potrebbe falsare la tornata elettorale, che si gioca sul filo del rasoio, vedendo nel comportamento di Renzi quello di segretario del PD e non quello di Capo di governo.

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Sarebbe stato più corretto informare i cittadini italiani all’ estero, secondo Mentana, sia delle ragioni del SI che di quello del NO.

Pare inoltre che molte segnalazioni sia giunte direttamente da coloro che dovrebbero essere interessati dalla questione, ossia gli italiani all'estero, che si lamentavano della regolarità dell'azione che li vede loro malgrado protagonisti.

Furibonda anche la reazione di Fratelli d'italia e di Forza Italia per bocca del suo capogruppo Renato Brunetta. Per l’ ex ministro, il comportamento di Renzi, Boschi e Gentiloni è da Procura e si avvicina al reato ministeriale, dicendosi pronto a chiedere spiegazioni agli interessati e non meno un incontro al capo di stato Mattarella.

Dello stesso avviso anche Gaetano Quagliariello che afferma su come con l’episodio si sia superato il limite e annuncia come in mancanza di spiegazioni plausibili, i vari comitati per il no dovranno tutelarsi nelle sedi più opportune.

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Anche Quagliariello ha intenzione di chiedere udienza al capo dello stato a nome dei 15 comitati per il NO.

Naturalmente anche il Movimento 5 stelle, per bocca del suo leader extraparlamentare #Beppe Grillo, non le manda di certo a dire e si scaglia con i soliti toni coloriti che lo contraddistinguono contro il presidente del consiglio. #referendum costituzionale