In vista del referendum del 4 dicembre sono in tanti a chiedersi cos'è il Cnel, l'istituto che il governo Renzi intende abolire qualora vincesse il Sì. A cosa serve e quanto costa? Di seguito tutto quello che il cittadino deve sapere. Intanto nella giornata di ieri è arrivata un duro colpo per l'esecutivo del presidente del consiglio. Infatti la Corte Costituzionale ha bocciato la riforma Madia, dichiarandola incostituzionale. Nello specifico, perché lede l'autonomia delle Regioni. Il governo, di fatto, dovrà riscrivere i testi sui dirigenti, partecipate e servizi pubblici.

Il significato

Il Cnel è l'acronimo di Consiglio Nazionale dell'Economia e del Lavoro.

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Di fatto, è un piccolo parlamento, al cui interno si trovano esponenti di sindacato, dell'imprenditoria e della società civile. Fu istituito dall'articolo 99 della nostra Costituzione. La funzione è quella di proporre disegni di legge e fornire appoggio, come consulenza, sia al governo che al parlamento. Dai 121 membri del 2011, si è passati a 24.

Da quando esiste, 60 anni, ha proposto 14 disegni di legge. Calcolatrice alla mano, 1 ogni 4 anni. Continuando a snocciolare i numeri fin qui realizzati, sono 350 le osservazioni, 270 i rapporti, 96 i pareri e 90 le relazioni fornite. A questi si aggiungono i 130 convegni organizzati. La sede si trova a Roma, presso un palazzo di Villa Borghese, che venne costruita agli inizi del 1900. Il suo presidente è Delio Napoleone, il cui nome è stato indicato da Confindustria.

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Napoleone è contrario all'abolizione del Cnel. Il suo desiderio è che l'istituto venga rivisitato, in quanto il mercato del lavoro, nel corso degli anni è profondamente cambiato, facendo riferimento al fatto che più di 50 anni fa l'industria e l'agricoltura rappresentavano l'80 per cento della produzione, mentre adesso è il settore terziario ad occupare la quasi totalità del mercato. Nel suo recente intervento, Napoleone ha voluto difendere l'operato dell'istituto, sottolineando come fino a qualche anno fa le commissioni si riunivano ogni settimana e che al mese c'era una riunione del cosiddetto parlamentino.

Ma quanto costa il Cnel ai cittadini italiani? Oggi le spese sono pari a 8,7 milioni di euro, che servono per pagare i 50 dipendenti più la sede. Dallo scorso anno (2015 ndr) i consiglieri non ricevono più l'indennità, fissata in precedenza a 2.154 euro al mese, più i rimborsi spese, anche questi eliminati. Secondo i dati pubblicati dall'agenzia askanews, durante gli anni di massimo splendore la spesa annuale era di 22 milioni.

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Un altro punto da sottolineare è quanti disegni di legge siano stati recepiti dal Parlamento tra 14 proposti dall'istituto. La risposta è nessuno. A darla è il vice presidente Gian Paolo Gualaccini, il quale ha sottolineato come Camera e Senato non abbiano neanche mai recepito leggi di iniziativa dei consigli regionali né popolare. La vera domanda, secondo Gualaccini, è se il ruolo di consulente del parlamentino sia stato o meno svolto, sottolineando l'importanza che quest'ultimo rimanga in vita.

Voi siete favorevoli oppure contrari al Cnel? In che modo giudicate il suo operato nel corso degli ultimi anni? Potete lasciare un commento qui sotto oppure rimanere aggiornati sulle ultime notizie in merito al referendum di domenica 4 dicembre cliccando il tasto Segui in alto a destra. #referendum costituzionale