Il Governo colombiano e le Forze Armate Rivoluzionarie della #colombia (#FARC) firmeranno domani, nel teatro Colon della capitale colombiana Bogotà alle ore 11 locali, un #Accordo di pace che metterà fine a mezzo secolo di ostilità. Ad annunciarlo è stato Juan Manuel Santos, presidente della Colombia e premio Nobel per la pace nel 2016, che ha specificato che la nuova intesa dovrà essere approvata dal Parlamento, “dove sono rappresentate tutte le visioni e le posizioni politiche del paese, dall’estrema sinistra all’estrema destra". Dissidi e dissensi. “Una opportunità unica di chiudere un capitolo doloroso” così, in un messaggio trasmesso a reti unificate, il presidente Santos ha definito l’accordo di pace e ha, però, aggiunto: “questo patto non soddisferà tutti.

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Succede così con tutti gli accordi di pace, ci sono sempre voci critiche”.

In particolar modo, questa ultima affermazione è è rivolta alla posizione di Alvaro Uribe, ex presidente della Colombia e attuale leader del partito oppositore di destra Centro Democratico, che si è detto contrario al nuovo accordo di pace perché troppo in favore dei ribelli, nonostante i rappresentanti del governo abbiano cercato di fargli cambiare idea durante una riunione durata circa sette ore. Lo stesso Uribe ha detto di essere disposto ad incontrare direttamente i rappresentanti della guerriglia, ormai ipotesi sfumata, e ha aggiunto: “Abbiamo premuto perché fossero accettati emendamenti al nuovo accordo preparato dal governo e dalle Farc, ma il governo li ha respinti".

I precedenti

L’accordo di pace che domani verrà firmato nella capitale Bogotà è frutto di negoziati avviati alcuni mesi prima.

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Il 23 giugno 2016, dopo 50 anni di sanguinosi conflitti e circa 220 mila morti, il governo colombiano nazionale e alcuni rappresentanti delle Farc avevano stipulato un accordo di pace in presenza di Raùl Castro e Ban Ki-Moon. Circa due mesi dopo, il 25 agosto 2016, Santos e il comandante dei guerriglieri Ivàn Màrquez avevano concluso l’accordo che, a causa del referendum nazionale tenutosi il 2 ottobre 2016 con il quale il popolo colombiano aveva bocciato l’accordo con il 50,3% dei voti contrari e il 49,7% dei voti favorevoli, non era stato firmato. Finalmente domani si aprirà un nuovo capitolo della storia colombiana finora contrassegnata da sanguinosi conflitti e radicate polarizzazioni.