Domenica 4 dicembre 2016 ci sarà l’appuntamento con il referendum costituzionale per i cittadini italiani. Gli elettori saranno chiamati alle urne per votare a favore del ‘sì’ o del ‘no’ per quanto riguarda la conferma o la bocciatura del testo di legge approvato in Parlamento. A pochissimi giorni dalla consultazione regna l’incertezza, perché nessuno dei due fronti sembra avere la vittoria in pugno. Sarà certamente una sfida all’ultimo voto e particolarmente decisivi dovrebbero risultar essere coloro che fino ad oggi non hanno preso una posizione, dichiarandosi indecisi su cosa votare. Tra le novità che verrebbero introdotte con la riforma della Costituzione, ci sarebbe la soppressione del CNEL.

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Optando per il ‘sì’, infatti, si avrà l’opportunità di mandare in archivio quello che è stato definito da tanti come un tentativo fallito, ma cosa più importante, di risparmiare risorse economiche. Il CNEL è un organo che qualora fosse nel pieno delle sue funzionalità, verrebbe a costare ben venti milioni di euro l’anno, anche se attualmente le cifre sono poco al di sotto della metà in quanto l’organigramma non è al completo. Molti italiani, a pochi giorni dal referendum costituzionale, non sanno cosa sia questo CNEL, proveremo a spiegarvelo brevemente qui di seguito.

Abolizione CNEL con il ‘sì’ al referendum costituzionale

Il Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro, questo il suo nome per esteso, è stato creato nel 1957 ed è un ente costituzionale. Le materie di cui compete sono legislazione economica e sociale.

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In poche parole, il CNEL è un organo di consulenza del #Governo, nonché della Camera e del Senato, che ha funzioni di pronunciare pareri e dare impulso a iniziative di legge. Per quanto concerne i pareri, essi vengono forniti soltanto sotto richiesta e non risultano vincolanti. Per la seconda funzione, l’organo ha potere di caldeggiare dei progetti legislativi in ambito economico o sociale, contribuendo alla loro elaborazione, pur sempre rimanendo all’interno dei propri limiti.

Il CNEL, di cui Delio Napoleone è il presidente, si compone di 121 consiglieri, di cui 12 esperti ed una serie di delegati: 44 di lavoratori dipendenti, 37 di imprese e 10 di associazioni di promozione sociale. Oggi sono molti di meno, ma i loro costi, a fronte del loro lavoro in più di 50 anni, appena 14 proposte di legge in tutta la sua esistenza, sono risultati decisamente fuori luogo. Ecco perché si pensa alla sua abolizione. Dunque, se siete favorevoli, dovrete votare ‘sì’, altrimenti bisogna che tracciate un segno sulla casella del ‘no’. Prima di lasciarvi, vi ricordiamo che nel giorno dell’appuntamento con la consultazione referendaria, i seggi elettorali rimarranno aperti con orario continuato dalle 7.00 alle 23.00. Vi invitiamo a seguirci, cliccando sul tasto in alto, per ulteriori notizie a riguardo.