Il governatore della Regione Campania, Vincenzo #de luca, da questa notte avrà la possibilità di diventare anche commissario alla Sanità della Regione Campania. A telecamere spente, infatti, la commissione Bilancio della Camera ha approvato con 18 voti favorevoli e 12 contrari (assente Forza Italia) una postilla alla legge di Bilancio, già ribattezzata ‘emendamento De Luca’. Una forzatura andata in porto nonostante la richiesta avanzata alla Procura di Napoli dalla commissione Antimafia guidata da Rosy Bindi circa il presunto voto di scambio a cui il ras di Salerno avrebbe incitato gli amministratori locali campani. Ma la Sanità in Campania è solo un pezzo, uno dei 7 punti, in cui si articola l’accordo elettorale (o ‘Patto della frittura di pesce’) tra #Matteo Renzi e Vincenzo De Luca in vista del referendum costituzionale del 4 dicembre.

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Cerchiamo di esaminarlo nel suo complesso.

I 7 punti dell’accordo De Luca-Renzi

“De Luca vi tiene in pugno, questa è una marchetta”, ha accusato senza mezzi termini la deputata Silvia Giordano del M5S facendo riferimento all’emendamento approvato nottetempo che permetterà a De Luca di mettere le mani sui fondi miliardari della Sanità campana. Peccato che l’emendamento De Luca (punto 1) sia solo l’ultimo tassello di una strategia ben oliata da Palazzo Chigi. Oggi, infatti, è previsto lo sbarco a Salerno (come Togliatti) del sottosegretario e braccio destro del premier Luca Lotti per un convegno alla Camera di commercio con Piero De Luca, uno dei figli di ‘don Vincenzo’ divenuto già assessore comunale del feudo deluchiano con delega al Bilancio (punto 2). Lo stesso Lotti indicato come promotore dell’imbarazzante accordo tra deluchiani, verdiniani e cosentiniani alle ultime elezioni Regionali (punto 3).

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Sempre Lotti, ha raccontato in tv il senatore verdiniano Vincenzo D’Anna, si sarebbe posto come garante di un fondo da 30 mln di euro destinato a riempire le casse della sanità privata campana, controllata in parte dallo stesso D’Anna in quanto presidente nazionale di Federlab (punto 4). Nel tacito accordo Renzi-De Luca rientra pure il ‘lavoro sporco’ clientelare (guarda il video) svolto da persone come il sindaco di Agropoli Franco Alfieri, indicato proprio dal governatore come uno “notoriamente clientelare” (punto 5).

Strettamente collegata a quest’ultimo aspetto è la ‘copertura’ ufficiale al voto di scambio clientelare data dal governo nella persona di Angelino Alfano. Il ministro dell’Interno, durante il question time di ieri in parlamento, ha difeso il ‘metodo De Luca’ con questa incredibile argomentazione: “De Luca ha il suo linguaggio e il suo metodo, ma quel linguaggio lo ha portato a vincere e noi siamo sottoposti alla sovranità popolare” (punto 6). Il gran finale dell’inciucio tra Roma e Napoli si terrà sabato 26 novembre con la partecipazione alla manifestazione partenopea dei sindaci renziani come Gori, Nardella, Decaro e Ricci (punto 7). #referendum costituzionale