Il neo-presidente degli Stati Uniti America ha tenuto un brevissimo incontro con alcuni giornalisti del giornale “New York Times”. Nell’appuntamento non sono mancati attimi di tensione. Già nella mattinata si vociferava che #Donald Trump avesse cancellato l’appuntamento, accusando il quotidiano di non aver rispettato le condizioni della riunione, affermazioni poi smentite dagli stessi membri della testata. Non è la prima volta che Donald Trump e il New York Times si scontrano pubblicamente. Precedentemente nel mese di ottobre i due hanno litigato a causa della pubblicazione di un articolo che accusava direttamente Trump di molestie sessuali da parte di due donne.

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La risposta del magnate non è mancata. Lui stesso affermava di voler far causa per la diffamazione.

Nell'incontro di ieri il tycoon ha parlato sul rapporto con il quotidiano newyorkese, dimostrando una certa irritazione. Trump ha accusato la posizione severa adottata dalla testa nei suoi confronti, per tutto il periodo elettorale, per alcune inchieste sui conti delle attività imprenditoriale e non. Oltre ai malumori espressi il focus dell’intervista si è basato sui temi dibattuti in campagna elettorale, come la #politica estera, il cambiamento climatico e il confitto d’interesse. A differenza di quanto annunciato nella campagna presidenziale sull'intenzione di bocciare l’accordo firmato a Parigi sul riscaldamento globale, il presidente americano si è dimostrato aperto a trovare un’intesa.

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L’imprenditore è pronto a valutare tutte le possibilità e di “star valutando da vicino la questione”. In risposta alla questione del conflitto d’interesse per Trump non sussiste e che la legge è totalmente dalla sua parte e suggerisce che in teoria potrebbe proseguire alla guida del suo business ma sarebbe intenzionato a “fare qualcosa a riguardo”.

Per ultimo il futuro coinquilino della Casa Bianca ha affrontato alcune domande sulla politica estera che intende adottare nei prossimi mesi, un argomento sul quale in passato si è espresso in maniera molto confusa e contraddittoria. Secondo lui il paese siriano è un problema che si dovrà risolvere attraverso la collaborazione con la Russia senza favorire la caduta del regime siriano di Bashar al Assad. In più sull'accordo di pace tra Israele e Palestina ha aggiunto che “gli piacerebbe essere il presidente che ha fatto fare la pace a israeliani e palestinesi. Sarebbe un grande successo”. #Esteri