La lunga notte elettorale riporta dopo otto anni un Repubblicano alla #casa bianca: #Donald Trump è riuscito a superare la quota dei 270 Grandi elettori, avendo la meglio sulla candidata democratica Hillary Clinton, favorita secondo i sondaggi. Il Repubblicano è riuscito a vincere negli stati in bilico, anche in quelli tradizionalmente democratici come il Michigan ed il Wisconsin.

Ora cosa farà Donald Trump come Presidente degli Stati Uniti d'America?  

Donald Trump, da Presidente, cercherà di onorare le promesse del suo slogan "Make America Great Again", oppure dovrà ridimensionare le sue posizioni? Vediamo quali scenari potranno succedersi nei prossimi anni di mandato.

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Immigrazione e sicurezza

La campagna elettorale del magnate è stata incentrata su questi temi e sulla promessa di espellere tutti gli immigrati irregolari nel Paese. Una promessa un po' difficile da mantenere, almeno integralmente, soprattutto perché mantenerla significherebbe danneggiare l'economia del Paese privandolo di una fetta consistente della sua forza lavoro. Il nuovo Presidente dovrà lavorare sulla regolazione dell'immigrazione: durante la campagna ha promesso l'eliminazione dello ius soli (che conferisce la cittadinanza a chi nasce nel territorio statunitense) e l'espulsione degli immigrati che riportano precedenti penali (le cifre riportate da Trump sulle persone che sono in questa situazione sono molto più alte di quelle riportate dai dati ufficiali).

Un altro grande progetto vede la sospensione dell'immigrazione dalle cosiddette regioni a rischio terrorismo, come ad esempio la Siria.

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La difesa dei confini è, infatti, un tema importante della sua campagna e Trump ha promosso la costruzione del Muro al confine con il Messico e seppure non l'abbia indicato come una priorità nella sua agenda, potrà vedere la luce verso la fine del mandato. 

Economia

Dopo anni di crisi economica, la campagna elettorale Repubblicana ha spinto molto sulla crescita del Pil e del conseguente aumento di posti di lavoro e dei salari: Trump ha promesso alla classe media del Paese agevolazioni fiscali e riduzioni, indicando queste misure come necessarie alla diminuzione di deficit e debito ed aprendo le porte a prospettive lavorative migliori e di crescita economica. 

La politica estera

In politica estera, Donald Trump ha sempre fatto voce grossa: ha proposto lo smantellamento della Nato (progetto decisamente troppo ambizioso per credere che possa realmente accadere) e non ha garantito l'aiuto ai Paesi Membri del Patto Atlantico, in caso di necessità. Sicuramente l'Amministrazione Trump lavorerà per ridimensionare l'impegno degli Usa e per far aumentare la disponibilità economica degli alleati della Nato.

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Il suo programma di politica estera tocca altri temi molto importanti: il disimpegno internazionale, mandando solo in casi di esigenza le truppe americane all'estero, la guerra per sconfiggere definitivamente lo Stato Islamico e l'intenzione di contenere e rispondere ai programmi nucleari dell'Iran. In questo quadro, non si devono sottovalutare gli attestati di simpatia reciproca tra Trump e Putin: rinvigorire i rapporti con la Russia ed anche con la Cina potrebbe aiutare a risolvere il conflitto in Siria, secondo il neo-Presidente.

Protezionismo, dunque, anche sul fronte commerciale: il repubblicano ha più volte ribadito la volontà di rinegoziare i trattati di libero scambio con il Canada ed il Messico e di non volere più un trattato Trans-Pacifico.

Abiente

Su questo tema Trump ha più volte ribadito che non ci sia emergenza e che l'emergenza climatica sia una menzogna: ha promesso che nel suo mandato l'impegno economico dei programmi climatici delle Nazioni Unite sarà ridimensionato o azzerato. Nei suoi progetti anche quello di implementare la produzione di gas naturale e di petrolio nel territorio statunitense. #USA2016