"Non è usuale che un #Governo raggiunga il giorno numero mille. In Italia, è accaduto nel Dopoguerra soltanto a Berlusconi, due volte, e Craxi. Dei sessantatré governi che si sono succeduti in questi settanta anni, il nostro è quarto per longevità". Così il premier #Matteo Renzi, nella conferenza stampa di ieri, per fare il punto sugli oltre due anni e mezzo a Palazzo Chigi, evidenziando: “Nel periodo compreso tra febbraio 2014 e settembre 2016, gli occupati totali 656 mila, i dipendenti a tempo indeterminato 487 mila”. In una slide altri dati: meno 665 mila gli inattivi, il tasso di disoccupazione è sceso dell'1,1 per cento, mentre quella giovanile è andata giù di quasi sei punti percentuali, precisamente -5,9.

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“Questi numeri non possono essere messi in discussione, sono dell'Istat. C'è ancora moltissimo da fare", il commento del presidente del Consiglio.

‘Adesso andiamo bene? No, però andiamo meglio’

Renzi si è soffermato anche su altro: “Le 157 crisi occupazionali risolte in questi mille giorni. È un dato davvero rilevante. Questo Paese stava attraversando un'ecatombe di posti di lavoro. Adesso andiamo bene? No, però andiamo meglio. E chi nega la relazione con il Jobs act semplicemente nega la realtà. Il dato più interessante è quello degli inattivi, prima ancora dei posti di lavoro in più. E a quelli che dicono… Ma sono tutti voucher... Segnalo che il 70 per cento sono a tempo indeterminato”.

‘Sta diminuendo il debito pubblico’

Analizzato il dato della crescita. Renzi: “Non soddisfacente, ma decisamente migliore.

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Governo 2012 -2,3, Governo 2013 -1,9, da febbraio 2014 a oggi il Pil è cresciuto dell'1,6 per cento, ovviamente su due anni e mezzo. Primo anno 0,1, poi 0,7, adesso siamo 0,8 già acquisito. È diminuito il deficit, il rapporto fra deficit e Pil, sta finalmente diminuendo anche il debito pubblico, agosto e settembre 43 miliardi in meno".

‘Aumentati i consumi delle famiglie’

Renzi ha sottolineato: "Sono aumentati i consumi delle famiglie del 3 per cento. Questo è un caloroso abbraccio a tutti quegli economisti che continuano a dire che gli 80 euro non hanno avuto effetto, non hanno avuto ricaduta. Banca d'Italia, nel proprio studio, ha individuato nel 91 per cento la parte di spesa degli ottanta euro che è andata nei consumi. Io fatico sempre, da umile profano di numeri e di economia, a capire come si faccia a calcolare così nel dettaglio, ma i consumi delle famiglie si possono calcolare agevolmente".

‘Abbiamo voglia di futuro’

Dal febbraio 2014 fino al settembre scorso “la produzione industriale è aumentata del 2,3 per cento, l'export del 7,4, la bilancia commerciale di 18,3 miliardi, la fiducia dei consumatori del 13,4 per cento”.

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Renzi è soddisfatto? “No, abbiamo fame, voglia di futuro. Abbiamo voglia di crescere. Ma questi numeri credo che diano il senso dell'impegno. Le procedure d'infrazione sono passate da 119 a 72, questo è il nostro modo di manifestare serietà all'Unione europea. Allo stesso tempo la diminuzione delle procedure d'infrazione ci porta a dire ancora con più determinazione che vogliamo un'altra Europa, che questa non ci basta, che vogliamo lavorare perché l'Europa finalmente cambi. Sono aumentati anche i decreti attuativi, del 32 per cento. Questo Governo è nato per fare le riforme costituzionali, le abbiamo fatte, toccherà al cittadino decidere se vanno bene o no. Il nostro compito era quello di portare a casa la ripartenza dell'Italia, che ancora va più piano di come noi vorremmo, ma va molto più forte di prima, e la realizzazione delle riforme, che come sapete è oggi rimessa alla volontà sovrana del popolo ai sensi dell'articolo 138 della Costituzione”.