Ieri c'è stata una seduta molto animata in Aula alla Camera, perchè a riempire l'emiciclo sono stati 600 sindaci, molti dei quali dei comuni colpiti dal terremoto del 24 agosto e del 30 ottobre. Le fasce tricolore hanno gremito gli stalli, ma l'atmosfera era tutt'altro che festosa. Quei primi cittadini erano lì con il corpo, al caldo e protetti, ma i loro pensieri erano tutti per i loro concittadini, sparsi in vari rifugi di fortuna. Alcuni di loro ora sono al freddo, con l'inverno che avanza, per non abbandonare i loro animali e le loro attività.

Non siamo paesi da cartolina

Tra i sindaci che hanno preso la parola c'era anche #sergio pirozzi da Amatrice, che ha sottolineato come la fascia che indossava non gli appartenesse ma fosse stata presa in prestito.

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Le sue parole sono state un preciso atto d'accusa: il suo borgo soffre per le conseguenze del terremoto ormai da due mesi, e gli interventi sulla viabilità da lui richiesti non sono mai stati effettuati. Ma Pirozzi ha sollevato anche un altro problema: i comuni che ora sono sulle prime pagine dei giornali per anni sono stati ignorati dalla politica, come se fossero "borghi da cartolina". Ma lì viveva gente per 365 giorni l'anno, persone che con il loro lavoro hanno reso possibile la vita.

Ci sentiamo trascurati

I sindaci dei comuni già duramente colpiti il 24 agosto, tra cui Aleandro Petrucci di Arquata del Tronto, hanno detto di sentirsi, se non proprio abbandonati, di certo molto trascurati. Il sindaco di Norcia, Nicola Alemanno, è parso più bendisposto nei confronti delle istituzioni, ma di certo tutti invocano soprattutto la velocità negli interventi.

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Molta gente se n'è andata, ricorda Sante Stangoni, sindaco di Acquasanta Terme, accelerando un processo che era già in atto in queste zone montuose e disagiate da sempre, e non solo ora per via del #Terremoto. Torneranno? In buona parte dipende da quello che verrà realmente messo in campo per la ricostruzione. Pirozzi chiede una "no tax" area, tutti chiedono aiuto per far ripartire il turismo.

La Presidente della Camera, #Laura Boldrini, ribadisce il suo dolore nel vedere un patrimonio di così inestimabile valore disperso e conferma la vicinanza delle istituzioni. Ma ancora una volta ci sono state molte parole e pochissimi fatti, e i primi cittadini sono sempre meno propensi a credere alle promesse.