Appena eletto come 45° presidente da circa 6 americani su 10, il miliardario Trump promette un cambio di corrente immediato, e per farlo è pronto ad abbattere alcune delle più importanti riforme attuate dal suo predecessore. È evidente che il popolo americano non abbia del tutto appoggiato la #politica progressista dell'ormai ex presidente Obama.

#Donald Trump prende atto, e pensa alla nomina di una cerchia di alleati repubblicani pronti a favorire la sua nuova attività governativa. Tra i papabili figurano Newt Gingrich, ex speaker della Camera e repubblicano (fedele "Trumpiano" fin dai primissimi tempi), pronto a concorrere come probabile segretario di Stato; Steven Mnuchin, laureato a Yale e banchiere di Goldman Sachs, indicato come colui che dovrebbe essere alla guida del Tesoro; e Rudolph Giuliani, che quasi certamente dovrebbe ricoprire la carica di procuratore generale.

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Trump, dell'ex sindaco di New York apprezza la tolleranza zero e la caparbietà con la quale durante i suoi anni da procuratore ha ridato linfa alla legalità di Wall Street, oltre che un contributo importante nella lotta alla mafia. Sarebbero questi gli alleati più importanti per il cambio di rotta pensato dal miliardario di New York, pronto ad intervenire sulla riforma sanitaria, sull'annullamento dell Obamacare e sulla questione immigrazione.

Il muro: sebbene Trump durante la sua campagna elettorale abbia insistito molto sulla costruzione di un muro lungo il confine tra Messico e Stati Uniti per impedire l'immigrazione, sembra piuttosto difficile una sua effettiva realizzazione. Il Messico, infatti, non ha alcuna intenzione di versare i circa 40 miliardi di dollari previsti per la costruzione del muro che, oltretutto, renderebbe impossibile valicare il confine per chi è in fuga da violenze e povertà.

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Sanità: potrebbe risultare disastroso l'annullamento dell'Obamacare, che ha garantito un aumento delle persone in possesso di un'assicurazione sanitaria. Il tema più discusso e propagandato da Trump durante la sua campagna, è stato proprio quello relativo all'accantonamento della riforma e all'introduzione di nuove norme. Fermarla ora, però, sarebbe controproducente, perché è già stata approvata dalla Corte Suprema, dunque la sua abolizione comporterebbe un aumento del deficit federale di 33 miliardi di dollari, oltre ad un sensibile calo dei cittadini assicurati.

Ambiente: Donald Trump è contrario alle opinioni di autorevoli uomini di scienza e non solo, i quali hanno dimostrato come un eccessivo utilizzo delle risorse ed emissioni di gas serra siano nocivi per il nostro pianeta, causando cambiamenti climatici che già ora sono difficili da arginare. Il neo-presidente USA sostiene il contrario, ritenendo che la Cina stia cercando di fare il lavaggio del cervello all'intera popolazione mondiale, raccontando queste "balle".

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Inoltre, con Trump le trivellazioni al largo delle coste americane rischiano di aumentare, così come potrebbe essere ostacolato il piano per investire nelle energie fossili. Una mentalità da imprenditore incapace di vedere oltre il business, che rischia di avere serie ripercussioni sul nostro pianeta.

Politica estera: Argomento che crea non poca tensione in Europa, preoccupata per le posizioni di Trump nei confronti di temi caldi quali il terrorismo, la Nato e il TTIP. Gli attuali trattati commerciali con l'Europa potrebbero essere annullati, generando disguidi e tassazioni per i prodotti di importazione in arrivo da oltreoceano. Sul fronte medio-oriente, invece, gli 8.000 uomini impegnati sul territorio afghano potranno essere ritirati o incrementati. La questione Isis rimane un'incognita, anche se si prospettano diverse mosse offensive e bombardamenti in Siria, come promesso in campagna elettorale.

Insomma, Trump sembra avere tante idee ma confuse, incostituzionali e di difficile attuazione, e mentre il resto del mondo rimane in attesa delle sue prime mosse, si spera che non metta la politica internazionale in scacco per i prossimi 4 anni. #Esteri