Dopo le recenti dichiarazioni da parte di uno dei delegati Cocer dei Carabinieri, Vincenzo Romeo, scoppia il caso che investe l'Arma dei Carabinieri, sia come istituzione a servizio dello Stato, sia come esempio di massima limpidità nello svolgimento incondizionato delle proprie funzioni. Secondo quanto pubblicato da sito Tiscali, al centro della polemica c'è l'argomento dell'anno, quello che la gran percentuale degli italiani attendono, discutono e sopratutto stanno valutando, il #referendum costituzionale del 4 dicembre 2016. A far scoppiare la polemica prima, un caso vero proprio dopo, sono state le dichiarazioni pubbliche attraverso i social network da parte di un delegato del Cocer Carabinieri, che approfittando del suo famoso seguito ha ben pensato di utilizzare la sua popolarità per fare propaganda al SI per il referendum.

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Quando i Carabinieri iniziano a fare politica ma dimenticano le difficoltà

Tutto ha avuto inizio ip 13 novembre, il delegato Cocer Carabinieri, Vincenzo Romeo, aveva postato pubblicamente attraverso Facebook un post dove chiariva la sua posizione in merito al referendum del 4 dicembre prossimo, e nello specifico rappresentando i Carabinieri, invitava i militari a valutare e seguire, i propri consigli votando a favore del Si. Da li a poco parte la polemica e la bacheca social dell'appuntamento Scelto è stata letteralmente invasa da parole di disappunto da parte di numerosi colleghi, fino al punto di far prendere la decisione a Romeo di rimuovere il post, avvertendo probabilmente di essere stato poco gradito. Tutto questo però non è bastato a calmare la polemica. Infatti il post originale pubblicato da Romeo, era stato salvato da qualche dissidente ed ha fatto il giro della rete fino ad arrivare in Parlamento.

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Il caso Romeo finisce in Parlamento

Le dichiarazioni del delegato hanno a dir poco irritato tutti gli addetti ai lavori e sopratutto ha scatenato le ire di varie fazioni politiche, tra cui Giovanni Donzelli, di Fratelli d'italia, il quale ritiene ineccepibile come un militare, e per di più un rappresentante sindacale, possa dimenticare il divieto assoluto di riferire il proprio orientamento politico, e per di più, invitando a fare la stessa scena a migliaia di uomini in divisa che seguono il delegato per ragioni di carattere lavorativo. Dopo la polemica arrivano i primi provvedimenti, infatti il senatore Maurizio Gasparri di Forza Italia, non ha esitato nel chiedere subito una interrogazione parlamentare al fine di contestare quanto accaduto.

L'allarme sicurezza della Polizia dimenticato dai Carabinieri per 80 euro

Solo pochi di giorni fa i sindacati di Polizia avevano lanciato un segnale di protesta nei confronti del #Governo, in merito all'allarme sicurezza che affligge alcuni territori, tra cui Napoli.

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Il tutto a seguito della vicenda dei 3 poliziotti feriti a causa di una moto che non si era fermata all'alt per evitare un semplice controllo di Polizia. Dall'altra parte invece, la propaganda per il Si del delegato Cocer Carabinieri che invita tutti i militari a "ringraziare" l'operato del governo Renzi e nello specifico, facendo riferimento al bonus di 80 euro destinato alle forze dell'ordine. Ora si attendono gli sviluppi del caso e la quasi sicuramente replica dei vertici dell'Arma dei Carabinieri.