In questi giorni il fondatore di #wikileaks, #Julian Assange, ha assicurato che il potere dell'establishment negli Stati Uniti non permetterà al candidato repubblicano #Donald Trump di divenire il presidente del Paese durante le elezioni di martedì prossimo, 8 novembre.

"Non lasceranno vincere Trump, perché lo dico? Perché ha tutto il potere dell'establishment contro di lui". Queste le dichiarazioni che Assange ha rilasciato al canale televisivo russo RT, uno dei pilastri della macchina di propaganda del Cremlino che trasmette in inglese, spagnolo e arabo. Il leader di WikiLeaks, inoltre, ha aggiunto che Trump conta sull'appoggio di un unico gruppo di potere, gli evangelici: "se si possono chiamare così" ha sottolineato.

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"Le banche, i servizi di intelligence, i corpi armati, il capitale estero, persino i media, i loro proprietari e i giornalisti sono tutti dietro Hillary Clinton" ha proseguito Assange nel suo intervento. Non ci resta che vedere come andrà a finire l'8 novembre, data delle elezioni, e constatare se davvero il fondatore di WikiLeaks ha ragione.

Negato il presunto attacco informatico

In un'anteprima dell'intervista rilasciata a RT, il fondatore di WikiLeaks ha negato l'attacco informatico del Cremlino, che avrebbe permesso la pubblicazione di messaggi di posta elettronica della Clinton. "Hillary Clinton ha dichiarato più volte erroneamente, che 17 agenzie di intelligence degli Stati Uniti hanno valutato che Mosca sarebbe la fonte di questi documenti - ha dichiarato Assange - Questo è falso.

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Noi possiamo dire che il governo russo non è la fonte".

Il giornalista australiano, dall'ambasciata dell'Ecuador a Londra, ha accusato l'ex segretario di stato e i suoi consiglieri di "progettare un'isteria neomacartista sostenendo che la Russia sia responsabile di tutto. Possiamo dire che il governo russo non è la fonte".

Negli ultimi mesi, WikiLeaks ha pubblicato più di 30.000 messaggi di posta elettronica della Clinton, provenienti da un server privato che l'ex first lady avrebbe utilizzato quando era segretario di stato. Inoltre, di recente, ha rivelato la corrispondenza riservata di John Podesta, il manager della campagna elettorale della candidata democratica.