Il presidente eletto #Donald Trump non inizia certo nel migliore dei modi la sua avventura. Il neo capo di stato statunitense infatti non solo si è trovato a fronteggiare le continue proteste contro la sua elezione; basta ricordare che a livello di voti il paese è sostanzialmente spaccato a metà, ma si trova ora ad aver a che fare con i primi problemi di politica estera.

Mentre infatti il tycoon americano si è affrettato a tranquillizzare la #Corea del Sud e la sua leader Park Geun Hye sul mantenimento dei rapporti di alleanza tra Washington e Seul, il leader nord coreano Kim-Jong Un, attraverso gli organi del suo partito si è affrettato a puntualizzare come la Corea del Nord sia una potenza #nucleare e come, dal canto loro, si sia reso necessario rafforzarsi dopo le politiche di Obama.

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Trump e gli Stati Uniti quindi se la dovranno vedere con un paese che per bocca del suo ministro degli esteri Ri Yong-ho, sta proseguendo nei test nucleari e che ha intenzione di accrescere il proprio arsenale qualitativamente e quantitativamente.

Uno degli ultimi, risalente al settembre scorso, secondo le fonti americane, confermate anche dal governo nordcoreano avrebbe avuto una potenza tale alla bomba che venne sganciata su Hiroshima durante la seconda guerra mondiale, scatenando la reazione del Giappone oltre che di U.S.A. e Corea del Sud.

La giustificazione da parte del governo di Pyongyang per questo comportamento è la costante minaccia di aggressione che lo stato asiatico subirebbe proprio da parte degli Stati Uniti.

Al momento son ben 28500 i soldati americani stanziati in Corea del Sud e i timori sudcoreani nascono sostanzialmente dal fatto che Donald Trump ha più volte dichiarato che gli alleati americani dovrebbero impegnarsi economicamente di più per le spese militari.

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Lo stato sudcoreano inoltre, si trova proprio in queste ore in piena crisi politica, oltre un milione di persone muniti di candele sono scese in piazza per chiedere le dimissioni della sua leader al centro di uno scandalo che coinvolge lei e la sua confidente, accusata di appartenere a una setta e denominata in patria la nuova Rasputin.