Il 3 novembre l’Alta Corte britannica ha stabilito che non è sufficiente il voto del popolo per uscire dall'#Unione Europea ma è il parlamento che dovrebbe decidere attraverso una votazione. Secondo Nigel Farage, leader dell'Ukip, questo verdetto farà scattare la rabbia della gente. Anche il governo è contrariato e ha già dato il via libera per presentare un appello alla Corte suprema contro il verdetto al ricorso di Gina Miller. "Ricorreremo in appello contro questa sentenza", scrive in un comunicato Theresa May. "Il Paese ha votato per lasciare l'Unione Europea in un referendum approvato dal Parlamento e il governo è determinato a far rispettare il risultato del voto".

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CONSEGUENZE DELLA SENTENZA DEL TRIBUNALE

La sentenza potrà bloccare la #BrexitNo, ma potrà influenzare i negoziati tra il #Regno Unito e l’Unione europea e probabilmente rallentarli.

Con quale modalità verrà consultato il parlamento? Secondo chi ha fatto ricorso alla Brexit è incostituzionale cambiare la legge britannica senza un atto del parlamento. Se in futuro ci sarà un testo di legge che verrà esaminato dalla camera, la discussione potrebbe essere lunga e il governo potrebbe essere costretto a esaminare passo dopo passo ogni singola condizione proposta del negoziato con Bruxelles.

Come voterebbero i parlamentari? Non possiamo saperlo, la maggior parte dei parlamentari hanno sostenuto l’opzione remain (restare) al referendum, è molto difficile che i parlamentari votino contro la Brexit perché andrebbero contro la volontà del popolo, ma potrebbero usare il proprio peso politico per esercitare una forma di controllo sui negoziati.

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La sentenza aumenta le probabilità di elezioni anticipate? Un portavoce del governo ha escluso che saranno indette l'elezioni anticipate e ha dichiarato che il governo resterà in carica fino al 2020, quando terminerà la legislatura. Inoltre nemmeno il Partito laburista, ai minimi storici nei sondaggi, ha interesse ad andare al voto. Per chiedere le elezioni anticipate serve una maggioranza dei due terzi della camera.