Non è la prima e di sicuro non sarà l'ultima uscita infelice di Vincenzo #de luca, presidente della Regione Campania, che alla fine di un'intervista per il programma tv "Matrix" di Canale 5, si è lasciato andare ad uno scioccante commento su Rosy #Bindi in un fuori onda: "Un'infame, da ucciderla". Queste le parole dell'ex sindaco di Salerno, che evidentemente non ha ancora digerito la faida scoppiata ai tempi della sua candidatura a guidare la Regione Campania, nel maggio 2015, quando la stessa Rosy Bindi, presidente della commissione antimafia, aveva bollato De Luca come impresentabile.

La frase integrale pronunciata dal Governatore della Campania, durante un fuori onda, è stata la seguente: "Quello che fece la Bindi è stata una cosa infame, da ucciderla.

Pubblicità
Pubblicità

Ci abbiamo rimesso l'1,5%, il 2% di voti. Atti di delinquenza #politica. E non c'entra niente la moralità, era tutto un attacco al governo Renzi".

Ancora più discutibile della dichiarazione si presenza la giustificazione. De Luca, infatti, invece di scusarsi, ha puntato il dito contro la trasmissione "Matrix" e il giornalista, affidando ad un comunicato su Facebook la sua replica: "Ci ritroviamo di fronte all'ennesimo atto di delinquenza giornalistica". Questo l'incipit dell'intervento in cui il governatore della Campania prova a chiarire che, nel corso del suo intervento a "Matrix", nessuna domanda aveva riguardato l’onorevole Bindi. "Al termine della stessa intervista - continua il comunicato - il giornalista ha tirato fuori il suo tablet chiedendomi, mentre gli operatori smontavano i cavalletti delle telecamere, se poteva mostrarmi quanto aveva affermato in una precedente trasmissione l'ospite Vittorio Sgarbi sull’onorevole Bindi.

Pubblicità

Abbiamo parlato di Sgarbi, e commentato insieme, sorridendo e facendo battute, quel video che non conoscevo".

Pronta anche l'offensiva contro la trasmissione Tv di Canale 5 e l'annuncio di una verifica, insieme all'ufficio legale, per capire se ci siano o meno gli estremi per una querela per violazione della privacy. "Un ennesimo episodio di scorrettezza professionale e di inciviltà", ha definito la questione De Luca, che solo in conclusione si rivolge alla collega di partito, non chiedendo neppure scusa, ma parlando di una "riconferma di rispetto" che appare quanto meno risibile: "La vicenda – grave – di un anno fa è chiusa. Non c'era e non c'è alcun problema con l'On. Bindi, nei cui confronti, al di là di ogni differenza politica, riconfermo il mio rispetto oltre ogni volgare strumentalizzazione".

Dunque, il riferimento alla collega è stato inserito solo al termine dell'intervento sul social network. Dallo stesso Partito Democratico, alza la voce Matteo Orfini: "De Luca farebbe bene a darsi una calmata e a chiedere scusa a Rosy Bindi", si legge in un tweet del presidente del PD.