Gli aggiornamenti sulla #legge educatori e pedagogisti si susseguono. La proposta di legge, lo ricordiamo, è stata presentata il 7 ottobre 2014. Un iter legislativo che quindi dura da più di due anni. Ora, il disegno di legge è in Senato col n. 2443, abbinata alla proposta di legge del Movimento Cinque Stelle n. 2474. Entrambe importantissime e fondamentali, ma sicuramente la legge Iori segnerà un momento storico per questi professionisti che attendono il riconoscimento professionale da oltre vent'anni.

Legge educatori: ultimi aggiornamenti

Fino ad ora ci sono state tre audizioni, compresa quella di oggi, 9 novembre, sulla legge educatori.

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Il primo ad essere ascoltato è stato l'Ordine degli Psicologi, che ha presentato diverse proposte. Dopo la pubblicazione del documento redatto dall'Ordine, decisa, ma soprattutto unita è stata la reazione della realtà educativa e pedagogica. Principalmente per due motivi, ovvero l'Ordine degli Psicologi non solo indicava che su un campione di 100 mila iscritti 50 mila svolgono la professione di educatori, ma si richiedeva l'equipollenza dei titoli. 

La seconda audizione, che si è svolta il 2 novembre, ha visto la presenza delle principali associazioni di educatori e pedagogisti. Oggi, il 9/11, verranno ascoltati i sindacati, più precisamente i rappresentanti della CGL, CISL e UIL. Vanna Iori ha informato che ci saranno anche le associazioni nazionali ANEP, ANPE e Alleanza cooperative sociali.

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La lettera aperta alle sigle sindacali

Intanto, il presidente dell'APEI, Alessandro Prisciandaro, ha informato dal suo profilo Facebook che l'ANPE ha comunicato il suo appoggio alla legge Iori. Inoltre, Prisciandaro ha pubblicato una lettera aperta ai rappresentanti dei sindacati in cui chiede il loro sostegno per una celere approvazione della PDL. 

La legge sugli educatori e i pedagogisti 'concede giustizia dopo anni di sfruttamenti, abusi e soprusi' - si legge nella lettera. Inoltre, dopo la sua approvazione si potrà creare una proficua collaborazione con i sindacati. Si apriranno nuovi scenari in cui i sindacati potranno tutelare questi professionisti in termini di dignità salariale e di un riconoscimento contributivo. 

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