Ancora malcontento nei confronti del #Governo e di #Matteo Renzi, ora la protesta arriva dagli appartenenti dell'esercito italiano, i quali a seguito dell'attuale situazione inerente al riordino delle carriere e delle problematiche inerenti al rinnovo contrattuale, non le mandano a dire ed hanno inscenato una particolare protesta. Dopo le recenti proteste degli appartenenti alle forze dell'ordine, nello specifico la manifestazione tenutasi dalla Polizia di Stato al fine di chiedere al governo che vengano messi in atto provvedimenti atti a garantire una maggiore sicurezza, ora una percentuale degli appartenenti all'esercito hanno sferrato l'ennesimo e duro colpo al premier ed alla sua 'propaganda' per il Si al referendum costituzionale del prossimo 4 dicembre.

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La protesta dell'esercito parte dalle caserme

La protesta dei militari parte dall'interno delle caserme. Sembrerebbe, infatti, che si stata attuata un'astenzione collettiva dalle mense in segno di malcontento nei confronti del governo ed attualmente, secondo quanto riferito e pubblicato dal quotidiano Il Giornale, che la percentuale di adesione alla protesta avrebbe raggiunto il 70% circa in tutte le caserme d'Italia. Per quanto possa sembrare ironica la protesta dei militari, si tratta dell'unica arma a disposizione per manifestare il dissenso nei confronti della bozza inerente al riordino delle carriere, proprio perché per i militari non è consentito dalla legge scioperare.

Con i militari scontenti il Si al Referendum potrebbe essere a rischio

Una protesta che non si limita alla sola estensione dalle mense nelle caserme italiane, sembrerebbe infatti che i militari abbiano evidenziato che il malcontento non si limiterà alla sola e particolare protesta, ma che di conseguenza sarebbero disposti a votare in massa per il No al referendum.

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Dichiarazioni che hanno creato una reazione a catena nelle fila dei militari, facendo scontrare anche gli stessi appartenenti del Cocer (sempre secondo quanto riportato dal quotidiano milanese) a seguito delle dichiarazioni trapelate ed inerenti alla preferenza per il referendum. #Lavoro