Il Movimento sembra preoccupare l'establishment europeo per la sua diffusione di notizie ritenute false e di teorie del complotto poco attendibili e destabilizzanti. L'atteggiamento politico dei 5Stelle [VIDEO], critico nei confronti dell'Europa e dell'ex governo USA (Grillo ha accolto con esultanza la vittoria di Trump, attribuendogli un significato di protesta contro l'establishment), sembra, ultimamente, propendere per la #russia.

Quello che può dare da pensare è il fatto che tale propensione sembra essersi innescata a fine 2014, quando Beppe Grillo, commentando il salvataggio di posti di lavoro di un'azienda da parte di Putin, ha esordito in un post: “Cosa avrebbe potuto fare Renzie? Putin fa fatti.

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Renzie fa slogan”.

Le notizie false e le teorie complottiste di cui vengono accusati i 5Stelle sono rilanciate da siti e pagine web che si dichiarano indipendenti, come, ad esempio, TzeTze e La Cosa, e che rigirano, a loro volta, notizie pubblicate da Sputnik, un sito #web russo dedito alla diffusione della propaganda russa.

Il Movimento 5 Stelle e la tentacolare presenza in rete

Proprio il fenomeno del crossposting tra diverse piattaforme e, in teoria, diversi autori, è al centro di una polemica. TzeTze e La Cosa, negli ultimi 12 mesi, hanno condiviso con il blog e i social di Grillo, rilanciando tramite link, notizie e pareri pro #M5S che attaccano il governo Renzi e l'Europa. Questo rimbalzo programmato di notizie amplifica l'impatto e la portata della comunicazione del Movimento. Seppure La Cosa si dichiari indipendente e TzeTze scriva sulla propria homepage che "TzeTze pubblica in tempo reale le notizie scelte dagli utenti", da un'analisi dei dati del traffico generato in rete, emerge che il blog di Grillo, i siti del partito e i già citati siti di notizie indipendenti, condividono lo stesso indirizzo IP, così come l'ID di Google Analytics e di AdSense.

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A dirigere questo schieramento di blog e siti c'è la Casaleggio Associati, guidata da Davide Casaleggio, figlio di Gianroberto, co-fondatore del partito e scomparso nell'aprile di quest'anno, che possiede sia TzeTze sia La Cosa, oltre a un sito che tratta di salute, La Fucina, accusato di avere dato vita a dibattiti anti-vaccino. Anche Google, dopo Facebook, si è impegnata nell'implementare le proprie norme di pubblicazione per limitare il fenomeno delle false notizie e dei contenuti ingannevoli.

Alle domande poste al Movimento 5 Stelle e a Casaleggio da un media digitale straniero riguardo al network di siti e blog e a come questi possano influenzare, talvolta in modo equivoco, l'opinione pubblica, non c'è stata risposta, se non un'allusione a un possibile commento alle domande dopo la votazione referendaria di domenica.