L'ondata sismica che ha attraversato il centro Italia negli ultimi tre mesi non ha destabilizzato solo le persone che abitano i luoghi colpiti, ma anche il Governo. Tutto è iniziato il 24 agosto, quando una scossa di magnitudo 6.0 ha raso al suolo Amatrice, Accumoli e Arquata del Tronto. A seguito di quel tragico evento, in cui hanno perso la vita quasi 300 persone, il Governo Renzi ha emanato un #Decreto Legge all'interno del quale sono state enumerate e spiegate tutte le misure previste, in via eccezionale, per far fronte all'emergenza. Poi, due mesi più tardi, il 30 ottobre, tutto è cambiato di nuovo. Un terremoto ancora più violento, di 6.5 gradi di magnitudo, ha allargato quella che viene chiamata "area del cratere".

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Miracolosamente nessun morto, ma una devastazione senza precedenti.

Un nuovo Decreto Legge

A questo punto è stato praticamente tutto da rifare: pur non annullando le decisioni già prese, le istituzioni hanno dovuto confrontarsi con un'emergenza ben più ampia di quanto precedentemente considerato. Le regioni colpite sono tre: Marche, Lazio e Umbria. Gli edifici pubblici e privati distrutti o inagibili non si contano. Fatte le opportune riflessioni, ieri, venerdì 11 novembre, è stato emanato un nuovo Decreto Legge. I comuni che ne beneficeranno verranno elencati in un'ordinanza che verrà emanata dal Commissario Straordinario per la Ricostruzione #Vasco Errani.

I nuovi contenuti

Il testo del DL si intitola “Nuovi interventi urgenti in favore delle popolazioni e dei territori interessati dagli eventi sismici del 2016” e si può leggere per intero sulla Gazzetta Ufficiale. Uno dei contenuti più interessanti riguarda le figure dei sindaci dei comuni danneggiati dal sisma: a loro infatti verranno riconosciuti poteri speciali.

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I Comuni potranno infine mettere in atto gli interventi di messa in sicurezza senza attendere ulteriori autorizzazioni, accorciando i tempi. In molti avevano infatti lamentato le lungaggini burocratiche che sono state la vera causa di molti dei crolli accaduti il 30 ottobre. Si parla inoltre dei container, soluzioni abitative intermedie in attesa dell'arrivo delle casette di legno.

Referendum e attività produttive

Anche in questo nuovo DL, come nel precedente, si considera soprattutto la condizione di coloro che hanno attività produttive, allevatori e agricoltori. Per loro si prevedono 500 mila euro per il 2016 ed un cofinanziamento regionale dei PSR (programmi di sviluppo rurale). Infine si danno disposizioni per il prossimo referendum del 4 dicembre: i residenti nei comuni colpiti dal #Terremoto che attualmente si trovano a vivere altrove potranno votare nel comune di domicilio temporaneo.