Sono arrivate le prime ricerche e i primi risultati della Procura riguardo all'oscuramento del sito del Partito Democratico per il . L'attacco al sito internet "Basta un sì" - ovvero l'apposita pagina web della campagna #Pd in vista del referendum - ha visto come protagonisti alcuni professionisti in azione con dei computer da paesi esteri. La #Polizia Postale si è subito messa in azione e dagli ultimi dati pubblicati emerge che mercoledì scorso non solo la suddetta pagina web era completamente oscurata, ma perfino coperta e "mascherata" con il sito web di uno dei più conosciuti comitati per il No. Come per dire: Renzi è avvisato.

Le ipotesi di reato sulla rete

Gli esperti della rete suppongono che è possibile che chi ha organizzato l'attacco fosse in Italia ma abbia per così dire infettato computer e portali in altri paesi in modo tale da dissimulare e mascherare la propria identità, così da non essere rintracciato.

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Altra ipotesi diffusa in questi giorni, sempre da esperti, è che siano stati usati delle piattaforme web di tipo "bot" ossia computer - anche questi all'estero - in grado di automatizzare la medesima azione a ritmo definito "impossibile" per un qualunque genere umano. L'attacco hacker, naturalmente perseguibile secondo le leggi vigenti, a un "Basta un Sì" avrebbe addirittura reso impossibile l'accesso web ai veri amministratori del portale. Fortunatamente il database del sito, con tanti dati sensibili, non è stato raggiunto dagli stessi hacker. Non è la prima volta che capita una situazione del genere, ma sicuramente pochi come questi sono stati particolarmente violenti.

Allarme dall'Unione Europea

Gruppi di attivisti web, secondo quanto riportato in questi giorni dall'UE, potrebbero addirittura intervenire sulle prossime scadenze elettorali europee, senza fare alcun tipo di sconto, nemmeno all'appuntamento referendario in programma il 4 dicembre.

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In particolar modo, sarebbero attivi gruppi di noti hacker attivi in Russia. Più o meno si tratta di grattacapi e preoccupazioni già presenti alla vigilia delle elezioni negli States. #Matteo Renzi