Il prossimo 4 dicembre gli italiani sono a chiamati al voto sul #referendum costituzionale. L’appuntamento è ormai dietro l’angolo, ma ancora in pochi hanno le idee chiare sui temi della riforma. Cerchiamo quindi di fare chiarezza.

Il testo del quesito recita: «Approvate il testo della legge costituzionale concernente “disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del Cnel e la revisione del Titolo V della parte II della Costituzione”, approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta ufficiale n. 88 del 15 aprile 2016?».

Vediamo punto per punto di cosa si parla.

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Superamento del bicameralismo paritario

Il nostro Parlamento ha 2 rami, Camera dei Deputati e #Senato, con gli stessi compiti: fare leggi, concedere/revocare la fiducia al governo. Ogni legge deve essere discussa e approvata da entrambe le camere, in un iter legislativo garantista ma farraginoso. La riforma prevede la diversificazione delle funzioni: alla Camera quelle legislativa e fiduciaria; il nuovo Senato (delle autonomie, come quelli di Germania, Francia e Austria) rappresenterebbe regioni e comuni.

Riduzione del numero di parlamentari

Il nuovo senato sarebbe composto da 100 membri, tra sindaci (21), consiglieri regionali (74), scelti secondo una legge elettorale da approvare se vincesse il Sì, e senatori a vita (5). Quindi, il numero di parlamentari passerebbe da 945 a 730.

Contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni

I nuovi senatori, con un mandato di durata pari alla durata dell’istituzione territoriale di cui fanno parte, non percepirebbero lo stipendio da parlamentari, ma solo quello da amministratori.

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Si risparmierebbero quindi i 50 milioni complessivi che ricevono annualmente gli attuali senatori.

Soppressione del CNEL

IL CNEL (consiglio nazionale dell’economia e del lavoro) si occupa di proporre pareri e, talvolta, leggi su temi quali economia e lavoro. È previsto dalla costituzione, quindi solo attraverso un referendum costituzionale può rimuoverlo. Se passasse il Si, verrebbe eliminato.

Revisione dell'articolo V della parte II della Costituzione

L’articolo V della parte II della costituzione è dedicato agli enti territoriali, vale a dire comuni, province, città e regioni. Si è tentato di modificarlo già nel referendum del 2001. Ora si rimette mano per definire quali competenze siano dello Stato (integrazione, protezione civile, energia, infrastrutture, commercio con l’estero) e quali delle regioni, con una clausola di supremazia del primo rispetto alle seconde.

Si vota dalle 7 alle 23 di domenica 4 dicembre. Per il referendum costituzionale è previsto un voto confermativo, ovvero senza il raggiungimento del quorum.Il risultato sarà valido indipendentemente da quanti andranno a votare. #politica