Questo è lo scenario apocalittico prospettato dal Financial Time ed ha un suo perché, vediamo quale. Il prossimo referendum del 4 dicembre 2016 potrebbe rappresentare un vero e proprio collasso dell’Italia che, oltre alle dimissioni del premier #Matteo Renzi, uscirebbe dall’Euro e precipiterebbe in una crisi politica ed economica senza precedenti. La vittoria della Brexit e di Donald Trump alle ultime elezioni per il presidente degli Stati Uniti d’America rappresentano l’inizio della sfaldatura del sistema economico europeo. L’esperto di #Unione Europea e condirettore del Financial Time Wolfgang Munchau si è espresso in questi termini catastrofici qualora dovesse vincere il NO al prossimo #referendum costituzionale di domenica 4 dicembre 2016.

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Londra è già uscita dall’Unione Europea con il referendum del 23 giugno scorso e la crisi globale che sta investendo l’Europa dovrebbe essere accelerata con le dimissioni di Matteo Renzi.

Se vince il NO si scatena l’apocalisse

Secondo il Financial Times la vittoria del NO rappresenterebbe addirittura l’origine dell’apocalisse europea ed i problemi maggiori non stanno nel referendum costituzionale in sé stesso, quanto nell’economia italiana. L’Italia è entrata nell’Unione Europea nel 1999 e da allora ha aumentato del 5% la produttività locale, contro la Francia e la Germania che hanno fatto esattamente il doppio, incrementando del 10%. La situazione è molto critica, anche perché Angela Merkel avrebbe imposto l’austerity. In Italia vi sono tre partiti favorevoli all’uscita dall’Unione Europea: la lega, Forza Italia e il Movimento cinque stelle, e se Matteo Renzi si dovesse dimettere sarebbe veramente un caos politico totale.

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Addio Renzi e vittoria di Le Pen = UE KO

Wolfgang Munchau sostiene che un altro elemento fortemente destabilizzante per l’Europa sarebbe la prossima vittoria alle elezioni politiche francesi di Marine Le Pen, che ha promesso un referendum per far uscire la Francia dall’Unione Europea. Se Italia e Francia dovessero andarsene, le perdite economiche sarebbero tali che molte banche fallirebbero e la soluzione migliore per salvare l’Unione Europea dalla bancarotta sarebbe un’universalità di fiscalità e politica, cosa che sino adesso Angela Merkel ha rifiutato.