Il cantante, reso famosa per la celebre canzone "I Bambini fanno oh", si è ritrovato al centro della polemica, per via di un suo post su Facebook, attraverso il quale, ha invitato i suoi Fans a votare no al referendum costituzionale del 4 Dicembre. Nel post, che veniva accompagnato da una foto del duce, si esprime tutta la volontà di prommuovere il no, poichè, un'eventuale vittoria del sì, secondo il cantante, sarebbe solo un "togliere i diritti ai cittadini facendogli credere che si cambierà". Una reale soluzione ai problemi del paese, sarebbe invece "uscire dall'euro".

Polemiche intorno alla foto del duce

Ciò che forse ha destato maggiore polemica è il fatto che, all'interno dei commenti sul post, Povia abbia giustificato la scelta di utilizzare l'immagine di Benito Mussolini, col fatto che egli sarebbe stato un vero statista, mentre "Renzi è un politicante che esegue gli ordini dell'UE, di Jp Morgan, di Bruxelles e Francoforte".

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Dunque, il cantante, si è intrattenuto in diverse risposte agli utenti del social; i quali, in parte sostengono le posizioni del cantante e in parte, invece, si pongono su idee diametralmente opposte. Ma Povia, nonostante alcune aspre critiche, non ha ritrattato le sue affermazioni; anzi ha puntato il dito contro le sinistre, colpevoli, a sua detta di "attaccare tutti quelli che non la pensano come loro, dandogli dei fascisti, dei nazisti e altri termini da bimbiminkia del 2016". Sempre da più parti si sta assistendo ad un'aspro dibattito in merito all'appuntamento elettorale ormai prossimo; infatti, i volti noti, stanno prendendo posizione cercando, in tal modo, di orientare i cittadini verso le loro posizioni. Tra le personalità di spicco schierate per il sì vi sono Roberto Benigni, Flavio Briatore e Paolo Sorrentino.

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Mentre tra i vip contrari si possono citare Andrea Camilleri, Sabrina Ferilli e, nell'ambito musicale, Fiorella Mannoia e Giorgia. Ad ogni modo si vedrà dopo il 4 dicembre, data del referendum se a prevalere saranno i favorevoli oppure i contrari. #Matteo Renzi #referendum costituzionale