A pochi giorni dal Referendum, il fondatore dell’Ulivo Romano Prodi ha deciso di rendere nota la sua preferenza, aggiungendo:” Rispetto chi deciderà diversamente da me”. La risposta alla sua affermazione è immediatamente arrivata dal Premier #Matteo Renzi che per ringraziarlo, durante un comizio ha spiegato:” Riconosce le esigenze del Paese”.

Lo scontro prosegue

Lo scontro politico prosegue ancora senza sosta in attesa del voto del 4 dicembre 2016, e Silvio Berlusconi, durante un'intervista sull’argomento ha spiegato che “spera che venga archiviata la cattiva riforma e che venga più rispettata la volontà dei cittadini italiani”.

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Se dovesse vincere il No, l’elemento di spicco di Forza Italia, chiederà certamente “una nuova legge per andare al più presto al voto”. Nel frattempo, durante il pomeriggio , L’ex Premier Prodi ha pubblicamente comunicato la sua preferenza: voterà Si al referendum; inoltre ha ottenuto il ringraziamento di Matteo Renzi, fatto durante un comizio svoltosi ad Ancona. L’ex Presidente del Consiglio Romano Prodi, ha diffuso pubblicamente una nota, per dichiarare la sua scelta di votare Si al referendum del 4 dicembre; Il fondatore dell’Ulivo ha spiegato: “per la mia storia personale e per le conseguenze sull’esterno sento di dichiarare pubblicamente che voterò per il Si, con l’augurio di un rafforzamento delle regole democratiche”. Alle dichiarazioni di Romano Prodi, ha risposto il Premier Matteo Renzi, che ha spiegato:” Apprezzo la scelta di Romano Prodi, tutti desideravano il superamento del bicameralismo paritario, e se qualcuno ha cambiato idea è perché sicuramente non è coerente con sé stesso.

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Fatemi ringraziare Romano Prodi che voterà SI per il riconoscimento delle vere e proprie esigenze del nostro Paese”.

Il parere di Bersani

A scagliarsi contro Prodi, è stato proprio Luigi Bersani, che durante un’iniziativa per il No organizzata a Roma ha spiegato: "Il Si di Romano Prodi non mi sembra entusiasta e sincero, io non ho intenzione di lasciare il No alla destra e voto con il cuore”. #referendum costituzionale