Altri grattacapi all'orizzonte per il Governo, in vista del referendum del prossimo 4 dicembre, a causa di un refuso evidentemente sfuggito ai correttori di bozze in forza al comitato del Sì. Nella lettera inviata da Matteo Renzi agli italiani residenti all'estero è infatti indicato il sito "www.#bastausi.it" per approfondire i motivi della Riforma costituzionale. Peccato che l'indirizzo sia scritto in maniera non corretta (il sito ufficiale è "www.#bastaunsi.it") e che Ruggero Barbetti, sindaco di Capoliveri in quota al Comitato per il No, ne abbia subito approfittato, acquistando il dominio errato e reindirizzandolo a "www.costituzionebenecomune.it" che supporta la causa contraria.

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Un errore che poteva sembrare innocuo e che, invece, sfruttato con prontezza dalla concorrenza, è diventato l'affaire del giorno. Spietata la reazione della rete: in poche ore l'hashtag #bastausi è diventato trend topic Italia e, addirittura, risulta più utilizzato di quello ufficiale (#bastaunsì) anche dai reali sostenitori del Sì che non si sono accorti dell'errore.

La gaffe arriva a pochi giorni da un altro epic fail riguardante Matteo Renzi. Anche se per pochi istanti, sul profilo Facebook del premier sono infatti comparse, nei giorni scorsi, una serie di immagini accompagnate dalla didascalia "Tutte tranne il disabile su Facebook". Pochi secondi che non sono sfuggiti ad alcuni utenti che hanno fotografato il post, facendo esplodere la notizia. In quest'occasione, però, la gestione del caso è stata impeccabile: nel giro di pochi minuti, il social media manager di Renzi, Franco Bellacci, ha pubblicato sul proprio profilo personale la spiegazione di quella frase, un'indicazione interna pubblicata per errore sul social: "Sono stato io a dare indicazione di non mettere la foto scattata ad Alessandria con il disabile sulla pagina di Matteo Renzi.

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È una bella foto, ma temevo le solite accuse di strumentalizzare la disabilità. Tutte le volte che Matteo posta foto con disabili, i commenti sono in maggioranza contrari, accusandolo di strumentalizzare. Tutto qui". #iovotono