Il 4 Dicembre 2016 gli Italiani, inclusi i residenti all’estero, saranno chiamati alle urne per esprimere il loro consenso. La domanda a cui quel giorno gli italiani saranno sottoposti è: respingere o approvare la Riforma Boschi- Renzi? Le opzioni sono o no, e coloro che voteranno dovranno tracciare un segno sulla opzione scelta. Per rendere il tutto più chiaro, elenchiamo le ragioni per cui converrebbe approvare o non approvare la riforma.

Valerio Onida si esprime: 'troppi quesiti in una sola domanda'

Sul destino del referendum è intervenuto anche l’ex presidente della Corte Costituzionale, Valerio Onida; secondo lui, racchiudere i molteplici quesiti in un’unica domanda, minerebbe la libertà di voto degli elettori. Dunque, il quesito del #referendum costituzionale è il seguente: approvate il testo della legge costituzionale concernente ’disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del CNEL e la revisione del Titolo V della parte II della Costituzione’, approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.

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88 del 15 aprile 2016?”

Il primo quesito, molto importante, riguarda quello che potrebbe essere il destino del governo attualmente in carica: il premier #Matteo Renzi, durante la conferenza stampa tenutasi alla fine dell’anno 2015, aveva preannunciato che qualora avesse vinto il No si sarebbe dimesso dal suo incarico di premier ed avrebbe abbandonato totalmente la carriera politica. Nell’ultimo periodo però, Matteo Renzi ha rivisto la sua posizione, smettendo infatti di parlare delle sue supposte dimissioni, ed esortando sia i mass media che l’opinione pubblica alla massima attenzione sul contenuto del testo che gli italiani dovranno approvare o respingere il 4 dicembre. Il 2 maggio, a Firenze, è ufficialmente iniziata la campagna per il Si di Matteo Renzi, che ha spiegato:” L’Italia si trova davanti ad un bivio, da una parte c’è l’Italia che dice Si e dall’altra quella che dice No”.

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Il leader del partito che favoreggia il Si è proprio il Premier Matteo Renzi, affiancato dall’ex Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. I comitati del No invece sono presieduti dall’opposizione. Innanzitutto precisiamo che per questo tipo di referendum non è necessario il famoso raggiungimento del Quorum, quindi vincerà l’opzione che avrà ottenuto la maggioranza dei voti, a prescindere da quante persone vadano a votare.

Perchè votare'si'?

Le ragioni che dovrebbero portare gli italiani a votare Si sono le seguenti:

Addio bicameralismo, solo la camera è chiamata a votare la fiducia del Governo quindi aumenta il rapporto di fiducia tra Camera e Governo, diminuirà il numero dei parlamentari e verrà abolito il Cnel, con il referendum propositivo migliorerà la qualità della democrazia, il Senato compenserà tra governo centrale e poteri locali.

Perchè votare 'No'?

Le motivazioni per cui votare No sono le seguenti:

è una riforma non legittima, ci saranno conflitti di competenza tra Stato e Regioni e tra la Camera ed il nuovo Senato, non verranno dimezzati i costi della politica, ma si potrà risparmiare il 20%, il potere sarà incentrato nelle mani del Governo, di un solo partito e di un unico leader.

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#Politica Bari