La legge vieta espressamente di pubblicare sondaggi nelle due settimane che precedono una tornata elettorale. Ma anche quest’anno, in occasione della campagna elettorale per il referendum costituzionale del 4 dicembre, il divieto è stato aggirato con la solita formula: sostituire ai nomi originali di partiti e politici schierati per il Si o per il No, quelli di cavalli, santi e automobili impegnati, rispettivamente, in corse ippiche, conclavi e gare tra nuovi modelli a quattro ruote. Secondo questi sondaggi clandestini, dunque, il No sarebbe sempre in vantaggio, tra i 5 e i 10 punti percentuali a seconda della ‘specialità’ presa in considerazione.

Ma vediamo i numeri nello specifico.

San Norberto in vantaggio su San Simplicio

Scordatevi per qualche giorno i nomi degli Istituti di Statistica come Demos, Ixè e Piepoli, il cui compito è quello di sfornare sondaggi pre-elettorali. Fino a domenica 4 dicembre sentirete solo parlare di santi riuniti in conclave, cavalli lanciati in una corsa sfrenata e nuovi modelli di automobili. L’idea di aggirare il divieto di sondaggi è venuta per la prima volta nel 2008 ad Andrea Mancia e Simone Bressan, fondatori del blog RightNation (ricordate i due fantini Fan Faròn-Renzi e Igor Brick-Grillo?). Pratica poi mutuata in passato anche da siti come Notapolitica e Youtrend.

Quest’anno i rigorosamente anonimi sondaggisti parlano, invece, di un, naturalmente inesistente, Consiglio ecumenico fiorentino previsto per il 4 dicembre.

Nel conclave, dunque, secondo il sedicente esperto Pio Poli, sarebbe in netto vantaggio San Norberto con il 55% delle preferenze contro il 45% di San Simplicio. Stesso esito in favore del No hanno avuto finora le gare ippiche corse negli ippodromi di San Nicola o in quello degli Xilofoni equestri. Il non proprio purosangue Assemblage Hétéroclite (che nella traduzione letterale dal francese significa ‘accozzaglia’), campione del fronte del No così ribattezzato da Matteo Renzi, sconfigge costantemente l’avversario Truie Blessée (la ‘scrofa ferita’, epiteto usato da Beppe Grillo contro il premier).

Anche le previsioni dell’etereo esperto di automobili Nickcar puntano sulla vittoria del No. Le case automobilistiche che sostengono l’Original board (la Costituzione originale) sono Bugrilli, Demarcedes, Civaniti e Silfiat. Il vantaggio sulla Renzault, unica a sostenere il New board (la riforma della Costituzione), sarebbe anche qui di 10 punti percentuali. Distacco che si riduce solo al 5% (52,5% contro 47,5) secondo Ixcar, un altro esperto di sondaggi clandestini.