L'imprevedibile è accaduto. #Donald Trump diventa il 45° presidente degli Stati Uniti. Molti saranno rimasti sorpresi. Noi non lo siamo affatto. Avevamo previsto la possibile vittoria del repubblicano "atipico" proprio per la sua originale impostazione comunicativa. Con questa è riuscito ad incrociare l'attenzione e poi il consenso di enormi masse costituite da intere generazioni, spaventate dalla globalizzazione e dal passaggio all'economia digitale. Le paure e le reazioni scomposte di quell'America che la crisi economica ha già cambiato profondamente, sono state percepite da Trump e poi intercettate con un linguaggio impulsivo, banale ma efficace.

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Semplicemente, ha dato voce al "non detto" di quegli americani insoddisfatti e lontani dall'establishment. Che sono tanti. E sono trasversali.

Elezioni Usa: i delusi dell'Obama dream

La forzatura delle primarie, con la candidatura di #hillary clinton mentre montava la forte adesione alla proposta di Bernie Sanders, è stata un'avvisaglia della miopia dell'establishment democratico. Barak Obama ha guidato per otto anni una nazione evidentemente rimasta delusa dalla sua timidezza rispetto al radicale cambiamento che gli elettori si attendevano. E le minoranze non hanno premiato Hillary Clinton che perde anche in Pennsylvania e tra l'elettorato di colore di Philadelphia. Neanche il voto femminile l'ha favorita. Una debolezza intuita, ponderata ma in nessun modo accettata da una politica di vertice incapace di percepire il paese reale e di reagire alla forte influenza del clan Clinton.

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Elezioni Usa: la svolta con la vittoria in Ohio e Florida

Durante la notte elettorale, mentre diveniva chiaro che tutti i sondaggi della vigilia erano ormai carta straccia, la svolta maturava intorno alle 5 del mattino, ora italiana, con la netta affermazione di Trump in due Stati chiave: Ohio e Florida. Da quel momento in poi, la corsa è stata a senso unico fino alla conquista dei voti dei grandi elettori in Michigan, Arizona e Pennsylvania, dopo aver vinto anche il voto popolare. Ma l'affermazione di Trump è anche quella del partito repubblicano che conquista la maggioranza del Congresso: da presidente, potrà contare sui voti del Grand Old Party sia alla Camera dei Rappresentanti che al Senato. Altro segno di un'America profonda desiderosa di cambiare tutto. Un en plain che non accadeva dal 1928.

Presidenza Usa: quale America sarà quella di Trump?

Trump nel suo discorso sulla vittoria ha soprattutto ringraziato i sostenitori.

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Ha chiamato a raccolta l'America intera e chiesto unità. Era prevedibile. Ma tutti si chiedono: cosa succederà adesso negli Stati Uniti? Se lo chiedono i mercati, andati giù per le incertezze sulla prossima politica economica della Casa Bianca. Se lo chiedono nei grandi nodi dell'informazione. La stessa incertezza attraversa tutte le cancellerie mondiali, anche per gli effetti sulla politica estera e sui teatri di guerra in Medioriente. Unica certezza: l'America di Trump sarà profondamente diversa da quella che Barak Obama sta per lasciargli in mano. Il 9 novembre del 1989 cadeva il muro di Berlino. Quale murò cadrà dopo questo 9 novembre 2016? Oppure, ne nascerà uno nuovo? #Elezioni USA