L'America si è espressa con grande chiarezza. Il candidato repubblicano ha vinto con ottimo margine, e pochi se lo aspettavano. D'altra parte, Hillary Clinton non ha mai convinto gli elettori per una serie di ragioni probabilmente, anzi, evidentemente troppo lunga. The Donald è invece riuscito ad avvicinarsi ai sentimenti della maggioranza silenziosa dell'America Obamiana dimostrando di essere stato capace di fare quello in cui Hillary non è mai riuscita: capire ed affrontare i problemi dell'intera società Americana di questi anni, e non solo delle sue minoranze.

La "rivolta" del ceto medio

La figura del Segretario Clinton è sempre risultata altera e distaccata dal popolo, nonostante tutti i suoi sforzi al contrario.

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Sforzi forzati. Le immagini della Clinton con i suoi formali ed improbabili completi monocolore al concerto di Beyoncè e Jay Z hanno stonato come un parroco in un bordello. Inoltre, le sue profonde relazioni a Wall Street sono risultate ingombranti dato che dovevano convivere con le politiche socialiste dei sostenitori di Bernie Sanders, dei quali aveva assoluto bisogno. Senza entrare, poi, nel merito delle domande senza risposta riguardo all'operato dell'ex Segretario di Stato, da Benghazi in avanti, è un dato di fatto che l'inesplicabile balletto del Direttore dell'FBI, Comey, non ha certo favorito la Clinton. A luglio, ha convocato una conferenza stampa nella quale ha elencato una serie di reati commessi da Hillary, e mentre a bocca aperta i giornalisti stavano già per chiamare le loro redazioni con la notizia bomba, li ha informati che siccome non aveva ravvisato dolo (nei reati!) l'FBI non avrebbe perseguito la candidata.

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Il Codice Penale degli Stati uniti al Title 18 › Part I › Chapter 101 › § 2071 dice letteralmente:-"Chiunque, avendo la custodia di qualunque di questi atti, procedimenti, mappe, libri, documenti, carte, o altre cose, volontariamente ed illegalmente nasconda, rimuova, mutili, obliteri, falsifichi, o distrugga gli stessi, sarà multato sotto questo statuto o imprigionato per non più di tre anni, od entrambi; e dovrà lasciare il suo Ufficio e sarà interdetto da qualunque Ufficio degli Stati Uniti."-. Siccome l'ex Segretario di stato ha fatto distruggere le famose 33.000 e-mails solo dopo aver ricevuto una citazione dal Congresso, la volontarietà dell'atto è evidente, e siccome non vi è necessità di dolo perché si configuri il reato, la valutazione del Direttore dell'FBI è sorprendente. Poi, otto giorni prima delle elezioni Comey ha spedito una lettera al Congresso informando che in una indagine separata erano saltate fuori 650.000 e-mails concernenti la Clinton e che l'FBI le avrebbe valutate al più presto.

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Infine, due giorni prima del voto, ha scritto l'ultima (per ora) lettera rassicurando tutti che confermava il giudizio di luglio. Tutto questo trambusto ha probabilmente insospettito ulteriormente i già sospettosi elettori indecisi del ceto medio che hanno avuto meno dubbi sul candidato da scegliere.

Trump e le politiche di Obama

Per otto anni, le politiche economiche del Presidente Obama hanno messo l'accento sulle minoranze, Obamacare su tutte. Niente di male, ovviamente, anzi, encomiabile. Evidentemente, però, i risultati sono stati deludenti per il ceto medio, che si è sentito emarginato e danneggiato. Intanto Trump veleggiava sicuro contro il vento dei sondaggi. Il repubblicano, con molti più difetti che pregi, è riuscito nell'impresa perché ha trovato il nervo del disagio della classe media della provincia Americana. Quella del rispetto della Legge e dell'amore per la bandiera, che mal si identificava con la politica estera insicura e quella interna per loro incomprensibile di Obama, il Presidente che poteva unire e che ha diviso. L'America che non ha mai accettato, nel bene e nel male, che un Presidente potesse mancare di difendere la polizia. E che la Clinton, al contrario di Trump, non ha mai capito. #Elezioni USA