Dopo i recenti fatti avvenuti in #turchia, dove Erdogan ha decapitato il partito filo curdo HDP, le operazioni di controllo da parte del governo nei confronti degli strumenti di comunicazione dei cittadini hanno assunto maggior vigore. Infatti, nelle ore successive all'arresto dei membri dell'HDP sono stati bloccati i principali social network e social media (Facebook, Twitter, Whatsapp, Youtube e Skype) con l'obiettivo di ridurre al minimo la diffusione di messaggi politici di dissenso da parte dei cittadini.

L'HDP si ritira dal parlamento

Nelle ore successive all'arresto di 11 membri dell'HDP, tra cui i due leader Selahattin Demirtaş e Figen Yüksekdağ, il partito ha deciso di sospendere ogni sua attività parlamentare.

Pubblicità
Pubblicità

Nella dichiarazione della sospensione riportano che:

"Confrontati con l’attacco più buio e complessivo nella nostra storia politica democratica, oggi in un incontro congiunto del Gruppo Parlamentare dell’HDP e del Comitato Esecutivo Centrale dell’HDP abbiamo deciso di interrompere tutte le nostre attività legislative nella Grande Assemblea Nazionale della Turchia (GANT)."

E proseguono nella dichiarazione con un appello rivolto a tutte le forze democratiche internazionali:

"Chiedete che il governo in Turchia aderisca ai principi dei diritti umani universali e alla legge democratica! Alzate la vostra voce, mostrate la vostra posizione politica, e non cedete alle minacce di Erdoğan! Il governo Erdoğan-AKP sta trascinando la Turchia passo per passo verso un regime totalitario dove i diritti umani universali vengono ignorati e le convenzioni democratiche internazionali vengono violate."

La censura diventa più profonda

Nelle ultime ore il livello di censura da parte di #Erdogan è aumentato ulteriormente, giungendo fin nei meandri dei meccanismi di internet.

Pubblicità

L'autorità delle tecnologie dell'informazione e delle comunicazioni ha inviato una richiesta ai fornitori di servizi internet di bloccare 10 reti virtuali privati, i cosiddetti VPN. L'intento del governo turco è di evitare che l'IP (l'identità di chi naviga su internet) venga fatta rimbalzare su server posti in Stati differenti rispetto alla Turchia e, quindi, che i social media possano essere utilizzati attraverso questo sistema.

Non è la prima volta che i social media vengano bloccati in Turchia, ma è una strategia che viene adottata ogniqualvolta si presentino sul territorio nazionale mobilitazioni importanti contro il governo, in maniera tale da ridurre il più possibile la comunicazione e la forza di chi protesta.Tuttavia, la repressione ha come conseguenza anche la nascita e diffusione di strumenti alternativi per raggirare la censura e che gli attivisti adottano per rispondere in maniera forte alla repressione del governo.

Forme di censura precedenti

Nei mesi scorsi sono state censurate anche altre forme di espressività, come ad esempio il teatro.

Pubblicità

Infatti, con un provvedimento del Turkish State Theatres in Turchia sono state messe al bando autori come Shakspeare, Dario Fo, Brecht, adducendo la motivazione che le loro opere non rispecchiano lo spirito nazionale turco. #social network