A meno di una settimana dal fatidico Election Day dell’8 novembre, l’appuntamento alle urne più importante dell’anno a livello globale, ecco un #Donald Trump più che mai secco e deciso rivolgersi alla platea del Wisconsin nelle ultime battute di campagna elettorale.

‘Questo è un messaggio per ogni elettore democratico che ha già dato la sua preferenza a Hillary Clinton e che sta affrontando il senso di rimorso… In altri termini che ha intenzione di cambiare il suo voto. Il Wisconsin è uno dei tanti Stati in cui si può modificare il proprio voto anticipato, se si ritiene di aver commesso uno sbaglio. Quindi se vivete qui, in Michigan, in Pennsylvania o Minnesota, avete l’opportunità di cambiare il vostro voto e darlo a Donald Trump, per dar vita ad un’America migliore.

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Ok? Lei non riuscirà a dar vita ad un’America migliore’.

Il voto anticipato

Ma se la tornata elettorale è fissata per l’8 novembre, di che sta parlando Trump? Ebbene, in tutti e cinquantuno gli Stati americani è prevista la possibilità, declinata secondo tempistiche e modalità diverse, di esprimere la propria preferenza politica riguardo ai candidati alla Presidenza prima dell’effettivo giorno di apertura delle urne. In alcuni casi, è persino concesso di cambiare la propria decisione e destinare il proprio voto all’altro candidato, proprio come ha invitato a fare il tycoon newyorkese.

Il fine di questa opzione ulteriore rispetto all’appuntamento unico è quello di consentire una maggior elasticità del momento elettorale in relazione agli impegni o alle circostanze che interessano i cittadini statunitensi nella loro quotidianità.

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Con una forbice che varia dai 45 ai 4 giorni antecedenti all’Election Day a seconda dello Stato, gli americani potranno beneficiare di un voto anticipato che può essere concretizzato in due modi differenti: con un contatto diretto in un seggio predisposto ad hoc oppure per corrispondenza, con la richiesta della propria scheda elettorale per posta e la riconsegna nuovamente per posta o di persona.

Quelle persone che magari lavorano in uno Stato diverso da quello di riferimento per l’espressione del proprio voto, che sanno già di essere all’estero l’8 novembre, che hanno comunque impegni già calendarizzati per quel periodo o che, semplicemente, sono già sicuri della propria scelta e non vogliono attendere oltre hanno avuto e avranno ancora per qualche giorno la possibilità di esprimersi anticipatamente.

Differenze tra Stati

In 37 Stati è previsto il voto anticipato di persona, senza che si debba fornire alcun tipo di motivazione per questa forma particolare di pronunciamento politico. Per quanto riguarda quello anticipato per corrispondenza - prospettiva percorribile in tutti e 51 – in 28 non vi è obbligo di giustificazione, in 20 va associata una dichiarazione relativa alle cause di questa decisione (ragioni di lavoro, di studio, di salute o altro) e nei 3 più elastici in assoluto non è nemmeno necessario richiedere la scheda elettorale di propria iniziativa: viene automaticamente inviata a casa degli elettori, e a quel punto sta a ciascuno decidere se compilarla e quindi votare anticipatamente con consegna di persona o a mezzo posta, oppure ignorare l’opzione e recarsi semplicemente il giorno dell’apertura delle urne.

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Negli 8 Stati di Wisconsin, Minnesota, Connecticut, Louisiana, Michigan, Pennsylvania, Hawaii e New York, poi, è addirittura consentito cambiare il proprio voto anticipato iniziale: in Minnesota, Connecticut e Hawaii la modifica può essere effettuata entro l’1 novembre, a New York entro il giorno precedente alle elezioni, in Pennsylvania proprio fino allo stesso appuntamento elettorale e nel Wisconsin vi è la possibilità di cambiare idea per un massimo di tre volte.  

Fenomeno in costante e forte aumento, è stimato che, a fronte di un 16% di early voting riconosciuto per le elezioni del 2000, per quel che riguarda questa tornata si supererà marcatamente la soglia di un terzo degli aventi diritto. #Elezioni USA #USA