È notizia dei giorni scorsi di come il presidente russo Putin sia stato eletto l'uomo più potente al mondo seguito dal futuro presidente USA, Donald Trump. Barack Obama, in carica come Presidente USA sino al 20 gennaio 207, scivola al 48° posto. Cosa ha portato gli uomini di Forbes ad incoronare Putin zar? Sicuramente le ammissioni fatte dallo stesso establishment americano circa quanto dichiarato sul ruolo avuto da Putin nell'influenzare le presidenziali americane tramite il gruppo di hacker The Dukes, il quale è stato accusato di aver intercettato mail riservate dei democratici poi divulgate anche tramite Wikileaks.

Le dichiarazioni di Wikileaks sulle mail del partito dem

Il sospetto che le dichiarazioni dell'establishment americano siano inaffidabili lo ha fatto nascere l'ex ambasciatore britannico in Uzbekistan, Craig Murry, rimosso dal suo ruolo per il suo atteggiamento fortemente critico verso i rapporti che il Regno Unito intratteneva con il regime ubeko, a forte impronta islamista e da lui definito fascista perchè autore di numerose violazioni dei diritti umani.

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L'uomo è poi stato rettore dell'Università di Dundee dal 2007 al 2010. Secondo il diplomatico, quelle della Cia sono "cavolate". L'uomo oggi collabora con Wikileaks e ha dichiarato come le mail dei democratici siano state consegnate da appartenenti allo stesso partito democratico. Egli ha dichiarato al giornale inglese Daily Mail di aver ricevuto il materiale da un intermediario in un parco di Washington vicino ad una università.

L'informazione USA sulla querelle Obama-Trump

Nel frattempo, il presidente Obama ha dato mandato alla CIA di fare una rapidissima inchiesta che chiarisca se ci siano state o meno influenze di uno stato estero nelle elezioni statunitensi. In molti vedono in questo atto l'ultimo tentativo del presidente di rovesciare il risultato delle elezioni americane, nonostante avesse promesso a Trump una serena transizione.

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Circa la recente campagna contro la #russia, molti hanno sottolineato come il Washington Post sia posseduto dal fondatore e CEO di Amazon, il quale ha anche stipulato un contratto con la CIA da 600 milioni di dollari per fornire servizi di cloud computing. Il valore del contratto è il doppio di quanto Bezos abbia pagato il Washington Post. Wikileaks era stato ospitato sui server di Amazon come qualsiasi cliente privato, ma dopo che il contratto con la CIA è stato firmato ad Assange sono stati negati i servizi di cloud computing da Amazon con la giustificazione che il materiale depositato non fosse di esclusiva proprietà di Wikileaks.

Facebook e Soros: l'iniziativa anti-bufale

Mentre gli elettori americani si chiedono se il nuovo allarme contro la Russia sia simile a quello che fu scatenato circa l'Iraq, quando poi si dimostrò che Saddam non possedeva alcuna arma di distruzione di massa, c'è da porsi anche domande su come il nuovo sistema anti-bufale varato da Facebook si comporterà verso chi manifesta perplessità di tal tipo.

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Tra i finanziatori del nuovo sistema c'è quel Georse Soros di cui proprio Wikileaks ha diramato molte mail e che è tra i principali finanziatori di Hillary Clinton, con un patrimonio personale che lo rende il 22° uomo più ricco al mondo