Raffaele Marra, considerato un fedelissimo di Virginia Raggi prima come capo di Gabinetto e poi, dopo le polemiche interne al #M5S, come capo del personale, è stato arrestato con l’accusa di corruzione per una vicende risalente al 2013. Lo stesso Marra, cresciuto politicamente vicino alla destra di Gianni Alemanno, era stato definito da Roberta Lombardi come “il virus che ha infettato il Movimento”. Ora che quel ‘virus’ è finito dietro le sbarre, gli avversari politici chiedono strumentalmente le dimissioni della Giunta Raggi. Lo scrittore #roberto saviano, invece, prova a fare un ragionamento sullo stato del M5S pubblicando un post su Facebook che potrebbe costargli, come dice lui stesso, l’appellativo di “servo del Pd”.

Pubblicità
Pubblicità

Il contenuto del post di Saviano

“L'arresto di #Raffaele Marra indica che ancora una volta il re è nudo”. Si apre così il post di Roberto Saviano, pubblicato questa mattina su Facebook. L’autore di Gomorra invita i potenziali lettori a leggere “fino in fondo” il suo “tentativo di ragionamento” prima di bollarne l’autore con l’appellativo di “servo del Pd”. “Pochi mesi di amministrazione Raggi a Roma sono bastati a far comprendere quanto il M5S sia fragile - ragiona lo scrittore napoletano secondo il quale il M5S “in mancanza di regole organizzative e di selezione precise e conoscibili, e quindi di regole democratiche, è un movimento scalabile”.

In pratica, spiega Saviano, il Movimento “può essere infiltrato da chiunque e, siccome chi critica viene epurato, non riesce a maturare una crescita interna”.

Pubblicità

L’arresto del dirigente comunale Raffaele Marra, avvenuto questa mattina, dimostrerebbe che a Roma il M5S è stato “occupato dalla destra vicina agli ambienti di Forza Italia e di Alemanno”. La tesi savianea è che Beppe Grillo sia da tempo al corrente di questa situazione, ma che “non ha potuto ammetterlo perché avrebbe significato riconoscere che il Movimento non ha anticorpi per evitare che gruppi organizzati possano infiltrarsi e prendere il potere al suo interno, utilizzando la buona fede degli elettori”.

Concetto di “buona fede degli elettori” ripetuto due volte e a lettere maiuscole, tanto per non equivocare. Il consiglio di Saviano è che i grillini, se non vogliono “disperdere il capitale umano e politico accumulato in questi anni”, devono necessariamente “darsi regole precise” e praticare la democrazia all’interno del Movimento. Per concludere, lo scrittore si rivolge direttamente ai militanti 5 Stelle che criticano la “partitocrazia”, ma che se reagiranno chiamandolo “servo del Pd” dimostreranno di essere “ormai ideologizzati e indottrinati esattamente come le falangi peggiori della politica” che dicono di combattere. Polemiche assicurate.