Si è giunti al rush finale verso il #referendum costituzionale del 4 dicembre, lo testimoniano le dichiarazioni del premier Renzi rilasciate sulla rete televisiva La 7: "In 48 ore ci giochiamo i prossimi 20 anni. Il risultato è sul filo, non ci sono mai stati tanti indecisi."

Intanto toni tesi sul #voto degli italiani all'estero. Quando già i dati sul voto degli italiani all'estero sono cominciati ad affluire, con una percentuale di partecipazione pari al 40%, i toni tra i sostenitori del Sì e il fronte del No rimangono tesi. Oggetto proprio le modalità con cui il voto degli italiani iscritti all'AIRE è stato raccolto.

I dati sono stati rivendicati da #Matteo Renzi come un successo della campagna referendaria - a prescindere di come si concluda la consultazione.

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Critiche a riguardo piovono dalle opposizione, ed in particolare dal segretario della Lega Nord, Matteo Salvini che insiste "nelle ambasciate ne saranno successe di cotte e di crude" - e insiste - "nonostante i voti inventati o comprati in giro per il mondo da Renzi, il voto degli italiani farà vincere il No". Contro Salvini la parola del Ministro degli Esteri Paolo Gentiloni che ha sostenuto come la menzione da parte del leader del carroccio di brogli internazionali non solo non abbia senso ma sia anche "offensiva per le istituzioni che svolgono questo compito".

Il ministro Del Rio parla degli scenari in caso di vittoria del No

Intanto su La 7 durante quella che probabilmente è l'ultima presenza televisiva concessa al capo del Governo prima dell'apertura dei seggi, Renzi continua a sostenere quali siano le ragioni a sostegno della riforma.

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Nonostante nei giorni precedenti il Premier abbia ammesso di aver personalizzato eccessivamente il referendum, e nonostante abbia negato che un eventuale esito negativo della consultazione avrebbe comportato le sue dimissioni, adesso la smentita alle sue parole arriva dal Ministro delle Infrastrutture Graziano del Rio che intervistato ai microfoni di Bianca Berlinguer ha dichiarato "Se vince il no, il premier va al Quirinale", alludendo alle dimissioni che Renzi rassegnerebbe in caso di vittoria del No.

Dopo una campagna elettorale al vetriolo che da un lato e dall'altro ha mostrato l'inconciliabilità delle posizioni delle parti e la polarizzazione dei rapporti di maggioranza ed opposizioni, le parole del Ministro continuano a creare una profonda incertezza sulle conseguenze che il 4 dicembre avrà sulle sorti del governo. Adesso si attende la calata del silenzio elettorale.