Se per molti esperti di politica estera questo 2016 che volge al termine è stato pieno di sorprese, l'anno che prenderà il via tra poco più di venti giorni si prospetta all'insegna dell'imprevedibilità. Le nuove linee guida di Washington sulla questione siriana saranno inevitabilmente dettate dalla Casa Bianca la cui nuova amministrazione guidata da #Donald Trump si insedierà nel pieno delle sue funzioni a partire dal prossimo mese di gennaio. In tal senso le Nazioni Unite 'tasteranno il polso' al nuovo presidente nei prossimi giorni, quando a New York ed a Washington l'inviato dell'ONU per la #Siria, Staffan De Mistura, incontrerà alcuni esponenti del nuovo team di governo statunitense.

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Riteniamo che in quella circostanza gli uomini del presidente ribadiranno la linea già anticipata dallo stesso Trump in tutte le circostanze in cui gli è stato chiesto un parere sulla questione siriana.

Il dialogo con Mosca

Donald Trump vuole aprire un dialogo costruttivo con lo storico nemico. Vladimir Putin ha fatto il tifo per lui durante la lunga ed estenuante campagna elettorale ed ora è ben disposto ad ascoltare nuove proposte. A partire dalla Siria, dove Trump non manifesta alcuna intenzione di interferire negli affari interni dell'attuale governo che lui stesso ha definito "utile nella lotta al terrorismo". Bashar al-Assad, oltretutto, ha già teso virtualmente la mano a Trump, definendolo un "alleato naturale nella lotta al terrorismo jihadista". Il nuovo presidente degli Stati Uniti vuole farla finita con l'Isis, questo è un dato di fatto, ma nel contempo mira all'obiettivo di una mutua assistenza politica con Mosca nel reciproco interesse di entrambi i Paesi.

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In parole povere, gli Stati Uniti non inteferiranno nelle sfere di influenza russa ed il Cremlino si impegnerà a fare altrettanto. Il 'populista Trump', che mesi fa era stato definito dall'Economist "una minaccia globale più pericolosa del terrorismo", rischia dunque di avere un ruolo cardine nella guerra all'Isis e del processo di pace in Siria? Scontato, trattandosi del presidente degli Stati Uniti.