Donald Trump, presidente eletto degli Stati Uniti, deve ancora insediarsi e già ha cominciato a lasciare il segno con la sua attività su #Twitter, dove ha criticato sia i costi di realizzazione del nuovo Air Force One affidata alla Boeing, sia quelli connessi ai nuovi aerei da guerra F-35 targati Lockheed.

Donald Trump: Boeing e Lockheed, costi troppo alti

Il 6 dicembre scorso, lo stesso Trump aveva tweettato: il nuovo aereo presidenziale “costa troppo”, minacciando anche di cancellare l'ordine. Successivamente Trump ha incontrato i CEO delle due compagnie ottenendo alcuni risultati importanti: la Boeing ha promesso che il nuovo Air Force One costerà 4 miliardi in meno rispetto a quanto preventivato, la Lockheed invece ha promesso uno sconto sul programma di sviluppo connesso ai nuovi cacciabombombardieri, anche perché il presidente eletto aveva valutato la possibilità di tagliare o cancellare l'acquisto degli aerei giudicati dai “costi abnormi”.

Pubblicità
Pubblicità

L'attività di Trump non è esente da conseguenze sull'andamento dei corsi azionari delle due compagnie: scrivendo, infatti, sullo stesso social network di avere "chiesto a Boeing di fare il prezzo per un "paragonabile F-18 Super Hornet", le azioni della Lockheed hanno registrato una perdita superiore al 2% nel mercato esteso a Wall Street (nella seduta regolare il titolo si era apprezzato dello 0,11%), contro il progresso intorno all'1% di Boeing (che aveva chiuso con un declino limitato allo 0,01% giovedi.

Donald Trump: l'attività su Twitter

#Donald Trump ama Twitter e aveva detto che avrebbe continuato ad usarlo anche da Presidente, il guaio è che ogni sua cinguettio determina conseguenze sul piano economico e politico internazionale. Nelle settimane precedenti, infatti, la sua attività sul social network aveva creato tensioni con la Cina a livello diplomatico il suo tweet relativa alla circostanza che le autorità di Pechino avevano sequestrato un drone sottomarino americano, sempre su Twitter Trump aveva esultato per la morte di Fidel Castro scatenando polemiche in tutto il mondo.

Pubblicità

#USA