Dopo averlo già intervistato in esclusiva circa un mese fa, Blasting News è tornata oggi a parlare con il noto scrittore Erri De Luca, chiedendo un suo parere su temi di attualità politica e sociale. Ecco cosa ci ha detto.

'Scampato pericolo per la Costituzione, ma nessuna conseguenza politica'

De Luca, un mese fa prima del referendum aveva definito la #Costituzione italiana come un testo sacro intoccabile, si aspettava che la maggioranza schiacciante degli italiani decidesse di non modificarla?

"No, però insomma io non la chiamo vittoria, quanto una consultazione popolare in cui il Presidente del Consiglio ha chiesto al popolo italiano se voleva questa modifica della Costituzione ed esso ha detto No.

Pubblicità
Pubblicità

Ma è stata solo una consultazione popolare, il #Governo ha fatto una proposta e il popolo ha risposto. Punto e basta. Non ha nessun altra conseguenza politica. Quindi non la chiamo vittoria, casomai la chiamo scampato pericolo per la Carta Costituzionale."

Comunque gran parte dei cittadini che hanno votato No lo hanno fatto anche per opporsi in quale modo a Renzi, non crede?

"Io credo che abbia influito una grande attenzione verso la Carta costituzionale e il fatto che nessun costituzionalista stava dalla parte della trasformazione: questo ha pesato. E' stato un pronunciamento del popolo sulla Costituzione e si è scelto di lasciarla così."

Pensa che possano essere imminenti delle nuove #Elezioni politiche?

"Non so se ci sia veramente fretta di andare alle elezioni, anche perché innanzitutto va fatta la legge elettorale ad esempio per il Senato perché di fatto essa non c'è.

Pubblicità

Presto o tardi comunque bisognerà andare a elezioni e quelle saranno sì decisive per capire se c'è davvero una voglia di cambiamento nel Paese da parte dei cittadini. Ma questo referendum invece non cambia nulla sul piano più generale, lo hanno voluto trasformare in uno spartiacque apocalittico, ma è evidente che non era vero niente: si trattava solo di una consultazione popolare".

'Le disuguaglianze crescono nel mondo e in Italia. Per fortuna ci sono le buone pratiche...'

Guardando invece al futuro sociale di questo paese e alle tante disuguaglianze crescenti che lo caratterizzano, a suo avviso è possibile invertire la rotta sotto questo aspetto?

"Non vedo questa possibilità sinceramente, perché le disuguaglianze crescono in questo periodo su scala mondiale. E' il mondo che si sta polarizzando fra sempre più ricchi da una parte e sempre più poveri dall'altra. Quindi noi come Italia non siamo certo diversi, ma siamo coinvolti in questo peggioramento delle condizioni di uguaglianza su scala globale, e non vedo modifiche sotto questo punto di vista. Esistono per fortuna delle buone pratiche che si possono fare per provare almeno a tenere insieme le fibre altrimenti separate della società."