Lanciato a velocità doppia alla guida del governo nazionale, il Movimento5Stelle è chiamato a risolvere la grana firme false. A Palermo la situazione è delicata e, a dispetto dalle dichiarazioni dei big nazionali, si attendono gli sviluppi dell’inchiesta in un clima di diffusa ansia. A poco è servito il tentativo di Beppe Grillo di fare immediata pulizia tra i responsabili del caso. Allo stato attuale risultano 13 le persone indagate, alcune delle quali personalità di primo rilievo del grillismo. Claudia Mannino, Giulia Di Vita, #riccardo nuti e Samantha Busalacchi sono stati così sospesi in via cautelare dal collegio dei probiviri cinquestelle.

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Proprio la gestione della crisi di questa emergenza ha creato non pochi dissapori all’interno del Movimento. A molti non è andato giù il metodo con il quale si è agito in controtendenza rispetto a quanto avvenuto in Emilia Romagna per un caso analogo. A difendere la linea è stato però Luigi Di Maio: “Alcune autosospensioni sono arrivate, altre no, così il #M5S ha agito sospendendo direttamente”. “Siamo ancora nella fase in cui non c’è un rinvio a giudizio - ha rilanciato Di Maio - e noi abbiamo già agito”. #Luigi Di Maio