Il passaggio della campanella e il successivo primo consiglio dei ministri a Palazzo Chigi ha sancito l’insediamento ufficiale del nuovo governo di Paolo #gentiloni, nuovo per modo di dire dal momento che sono solo 4 le teste cadute dopo la disfatta di Renzi. Oggi nuova prova di coraggio per il premier che è chiamato alla prova delle Camere per chiedere la fiducia tra perplessità e le grandi assenze di #M5S e Ala.

Gentiloni e gli impegni del Governo

Deciso nel suo tutto e niente, il discorso di Gentiloni è chiaro nella sua ricerca di responsabilità e si presenta come un garante della stabilità delle Istituzioni – senza troppe pretese in fondo.

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Riti e cliché d’obbligo sul mestiere più vecchio del mondo, no non quello ma solo il politicante che serve il popolo e la nuova classe politica che si concentrerà sui problemi degli Italiani.

E in un’epoca di comunicazione a 360° e di risorse illimitate c’è chi fatica a credere alle promesse di Gentiloni sulle grandi infrastrutture, il piano industria 4.0 e la green economy: qualcosa di già sentito e criticato – e non si tratta solo di profezie sbagliate e di occasioni sprecate.

Ma “Questa è l’Italia” o almeno così ha dichiarato il presidente del Consiglio.

E poi il Mezzogiorno di Italia e il Ministero appositamente dedicato al Sud, che anche se fa sorridere chi pensava di non dover assistere più alle vecchie logoranti logiche del passato, ha destato grandi consensi a chi ha da poco visto quell’interessante documentario sulle politiche tedesche del dopoguerra in materia di supporto alla Germania dell’est.

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Governo Gentiloni e UE

E poi spoiler sul consiglio dell’Unione Europea di Giovedì prossimo: il rinnovo del regolamento di Dublino non spaventa Gentiloni che non tollera esitazioni sulla posizione italiana nei confronti di un UE che se da un lato è intransigente sulle materie di austerity, dall’altro è fin troppo tollerante su muri e slogan di interi stati contrari all’immigrazione. Condivisione di interventi comuni o mancate prese di responsabilità?

E poi c’è chi accusa di Renzismo bis, o di servilismo. Staremo a vedere.

Pochi temi, forse non affrontati neanche a dovere, a in fondo the show must go on.

E mentre nasce il governo Gentiloni, Ala e M5s si defilano: nessun deputato è infatti presente nell'Aula della Camera, dove il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni tiene le dichiarazioni programmatiche del nuovo governo.

Alle 18:45 nell'Aula della Camera avverrà la votazione di fiducia sulle dichiarazioni programmatiche del premier Gentiloni che dovrebbe concludersi intorno alle 20. #Italia dei Valori