Il neo ministro dell’Università e dell’Istruzione, #Valeria Fedeli, è nei guai. Sulla rete impazzano, infatti, sia il video della sua promessa fatta in tv pochi mesi fa (non mantenuta) di lasciare la politica in caso di sconfitta del Si al referendum costituzionale del 4 dicembre scorso, sia lo screen shot della pagina del suo sito internet dove la senatrice e ministra Pd si dichiara “laureata Servizi Sociali”. Due bugie che il web non gli perdona e che potrebbero presto costargli caro. I membri del suo staff, interpellati da diverse testate, confermano il fatto ma parlano di “infortunio lessicale”.

Il caso sollevato da Mario Adinolfi

Secondo quanto riportato da Huffington Post, sarebbe stato Mario Adinolfi, eccentrico direttore de La Croce Quotidiano, a scoprire per primo le post-verità di Valeria Fedeli.

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“Mente sul proprio titolo di studio - scrive Adinolfi sul suo profilo Facebook - niente male per un neoministro all'Istruzione. Dichiara di essere ‘laureata in Scienze Sociali’, in realtà ha solo ottenuto il diploma alla Scuola per Assistenti sociali Unsas di Milano”. Il fondamentalista cattolico se la prende poi direttamente con il premier Gentiloni, colpevole di aver messo a “dirigere scuola e università” una persona che non solo non è laureata, ma che mente spudoratamente agli italiani.

Sulla biografia postata sul sito ufficiale della Fedeli (valeriafedeli.it) si può leggere questa frase che non lascia spazio a dubbi: “Finite le scuole mi sono trasferita a Milano per iscrivermi dove ho conseguito il diploma di laurea in Scienze Sociali, presso UNSAS (Unione Nazionale per le Scuole di Assistenti Sociali ndr)”.

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Ma questo diploma è stato equiparato ad una facoltà universitaria solo nel 2000. Possibile allora che l’Italia abbia un ministro dell’Istruzione nemmeno laureato? Anche se l’interessata per il momento resta muta, pare proprio di si, se si tiene conto della conferma data a giornali come Il Mattino e Il Fatto Quotidiano da alcuni suoi collaboratori. “Ha frequentato un corso triennale che oggi è diploma di laurea, ma a quei tempi non aveva assolutamente valore di laurea”, dichiarano.

La stessa Fedeli si ritrova nell’occhio del ciclone non solo per la questione laurea, ma anche per la promessa di ritirarsi dalla politica in caso di vittoria del No al referendum, fatta di fronte alle telecamere della trasmissione di La7 L’aria che tira. Proprio come Matteo Renzi, Maria Elena Boschi ed Ernesto Carbone, la Fedeli non ha mantenuto la parola ma, al contrario, adesso occupa la doppia poltrona di senatrice e di ministra. Per non dimenticare, ecco cosa ha detto in tv: “Se la riforma viene bocciata, noi parlamentari dobbiamo prenderne atto. Parlo di me, se vince il No, se il paese dice di no, il giorno dopo devi prenderne atto, non puoi andare avanti, non hai l’autorevolezza. Ed è giusto rimettere il mandato da parte del premier, ma anche con la consapevolezza dei parlamentari, tolgo l’alibi a chi pensa ‘tanto stanno fino al 2018 perché pensano alla propria sedia, io non penso alla propria (sic!) sedia”.

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Della serie le ultime parole famose. #curriculum Valeria Fedeli #dimissioni Valeria Fedeli