I violenti terremoti degli scorsi mesi hanno danneggiato una larga parte del tessuto edilizio dei Comuni colpiti dal sisma. Dopo un #Terremoto, occorre che tecnici qualificati effettuino sopralluoghi per valutare il grado di danneggiamento di ciascun immobile e se lo stesso possa essere considerato o meno agibile. Nel caso in cui si certifichi che l'immobile è agibile, la famiglia proprietaria può far rientro nello stesso, anche se non è chiaro come questo potrebbe reagire in caso di una scossa successiva. L'analisi eseguita, infatti, è di tipo speditivo, esperita sulla base di valutazioni visive immediate, e non già di analisi ingegneristiche basate su calcoli matematici.

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Attualmente, il lavoro di certificazione dell'agibilità degli immobili è svolto dalla Protezione Civile la quale si avvale di tecnici volontari. Non sono molte però le persone che si recano sui luoghi di intervento. Il motivo è il seguente. Per redigere le schede di agibilità, è necessario conseguire una abilitazione seguendo un corso a pagamento a carico del volontario (300 euro circa). Una volta seguito il corso e ottenuta la relativa abilitazione, si devono sacrificare giorni di ferie e/o di lavoro per recarsi sui luoghi colpiti, per redigere schede di agibilità gratuitamente, ma, soprattutto, senza nessun tipo di tutela legale qualora dovessero insorgere difficoltà. Se dovesse aversi un'altra scossa e dovessero sfortunatamente esserci conseguenze negative in immobili dichiarati agibili, con lesioni o morte alle persone che vi avessero fatto ritorno, resta evidente la responsabilità penale e civile che graverebbe in capo a colui che ha firmato la scheda di agibilità e cui lo stesso, in un processo, risulta obbligato a farvi fronte da solo.

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Tutti si indignano per il Capodanno di Virginia Raggi ma chi si indigna per i tecnici del terremoto?

Mentre tutti si indignano per la gratuità delle prestazioni richiesta da Virginia Raggi per il Capodanno romano, ben pochi si indignano per la situazione in cui vengono svolte le verifiche di agibilità degli immobili ricadenti nelle zone oggetto di terremoto. I tecnici italiani, infatti, sarebbero anche disposti a lavorare gratuitamente (dopo aver pagato per proprio conto il corso abilitante), ma vorrebbero ricevere almeno qualche malleva legale per l'attività svolta. A fronte di tale assenza di tutela, non sono molti coloro che si recano a redigere le schede di agibilità sui luoghi oggetto di sisma e il DI.COMA.C. di Rieti - Funzione Censimento Danni e Rilievo Agibilità Post Evento, per reclutare personale, è stato ieri costretto a inviare una mail capziosa (si veda la foto) dove non esplicita nemmeno chiaramente al destinatario il contenuto della richiesta avanzata, ossia quello di manifestare la propria disponibilità a recarsi sui luoghi del terremoto.

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Si legge testualmente nella mail: "Considerata, pertanto, la sua formazione sul tema, conseguita con la partecipazione al corso organizzato dal Suo Ordine/Collegio professionale di appartenenza di concerto con il Dipartimento della protezione civile, le chiediamo di dedicare qualche minuto del suo tempo per compilare il questionario riportato al link in calce e ci auguriamo di poter contare ancora sulla sua professionalità per portare a termine il lavoro intrapreso." Il questionario che si dovrebbe compilare ha poi come titolo "Questionario disponibilità rilievo AEDES".