Il presidente della Regione Piemonte in quota Partito Democratico, #Sergio Chiamparino, esce allo scoperto dichiarandosi possibilista sull’ipotesi di un reincarico al dimissionario presidente del Consiglio. Insomma, un #Renzi bis funzionale, sostiene Chiamparino, alla messa in sicurezza dell’economia, ma al contempo ‘balneare’, perché destinato a sciogliersi con le imminenti elezioni che Chiamparino vorrebbe fissate alla prossima primavera. Ospite della trasmissione di Rai3 Agorà, condotta dal giornalista Gerardo Greco, il ‘Chiampa’ si dimostra, però, anche critico con la “gestione del potere” avuta fin qui dal segretario-premier. Una mossa che gli addetti ai lavori leggono come un modo per riposizionarsi in vista del terremoto che sta per investire i vertici del #Pd.

Pubblicità
Pubblicità

L’ipotesi Renzi bis

“Non escluderei un Renzi bis che provi a stabilire un percorso con Bruxelles per mettere in sicurezza l'economia”. È questa la frase chiave pronunciata questa mattina di fronte alle telecamere della Rai da Sergio Chiamparino. Il governatore del Piemonte punta, evidentemente, a rimanere in sella a scapito di un renzismo ormai disarcionato. E, infatti, l’ipotesi di un reincarico a Renzi viene subito edulcorata dalla riflessione secondo la quale “la legislatura è finita nei fatti, bisogna votare il prima possibile”. E il “periodo giusto” sarebbe proprio la prossima “primavera”.

Insomma, un Renzi bis ad orologeria che servirebbe a logorare definitivamente lo ‘statista mancato’ di Rignano sull’Arno, mentre le truppe piddine provano a riorganizzarsi.

Pubblicità

Il cinico Chiamparino commenta freddamente il “racconto di Renzi” che, fino a ieri, si chiamava storytelling. “Ha passato troppo tempo a dire che le cose vanno bene - mette il carico da 90 l’ex presidente della Compagnia di San Paolo - dipingere in modo troppo ottimistico la realtà non aiuta”. Quella che nella vita di tutti i giorni verrebbe definita ingratitudine, viene innalzata da una ‘vecchia volpe’ come Chiamparino a lezione di tattica politica.

Il sacrificio di Renzi sull’altare di via del Nazareno sarebbe, dunque, necessario perché, aggiunge il governatore piemontese, “siamo il partito che ha più potere in Italia, nonostante la sconfitta al referendum”. Chiamparino parla apertamente di necessità di ricostruzione di un “progetto politico”, perché “la sola cultura della gestione del potere non tiene unito il partito”. Ad esempio, “togliere la tassa sulla prima casa è stato un errore”, uno dei segnali di “politiche sbagliate” da parte del Giglio Magico. Chi sa se “l’agnello” Renzi sarà d’accordo ad immolarsi.