Dopo la sconfitta schiacciante al Referendum Costituzionale, Matteo Renzi, ancora per poco presidente del Consiglio, ieri 5 dicembre, ha rassegnato ufficialmente le proprie dimissioni presso il Quirinale dinanzi il presidente della Repubblica #Sergio Mattarella.

Dimissioni congelate

A seguito di una lunga giornata di dibattito, ieri sera, è stata finalmente presa una decisione sul da farsi; le dimissioni di Renzi sono state “congelate”. Il capo della stato ha ritenuto opportuno non affrettare troppo i tempi, ha accolto le dimissioni del premier ma, a quanto pare, non saranno effettive almeno fino all'approvazione della legge di Bilancio già calendarizzata al Senato.

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Questo è, certamente, un momento particolare per l’Italia; più volte, infatti, il presidente della Repubblica ha esortato i partiti ad assumersi le proprie responsabilità cercando di mettere da parte i rancori e di instaurare un “clima di reciproco rispetto”.

Possibile accordo tra Movimento 5 stelle e centrodestra?

Il Movimento 5 stelle è apparso favorevole alla decisione di congelare le dimissioni, ma ha espresso con estrema chiarezza la sua posizione in merito al da farsi. Secondo gli esponenti di questo partito pare non sia necessario perdere altro tempo, non vi è necessità di modificare la legge elettorale, ciò che è davvero importante, al momento, è ricorrere subito alle urne per formare, finalmente, un governo sostenuto dal popolo italiano.

Sulla stessa linea dei grillini sembrano essere anche alcuni esponenti del centrodestra: Lega Nord e Fratelli d’Italia. Matteo Salvini ha, infatti, più volte ribadito il suo interesse ad andare alle urne quanto prima.

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Il centrodestra è apparso abbastanza unito sotto questo aspetto, l’unica nota dissonante è caratterizzata da Silvio Berlusconi, il quale pare non abbia, invece, tutta questa fretta.

Secondo il Leader di Forza Italia, spetta al PD fare in modo che l’Italia esca dalla crisi, essendo ancora il partito maggioritario in Parlamento, spetta a loro dare vita ad un nuovo governo con lo scopo di mettere al sicuro i conti pubblici mediante l’approvazione della legge di bilancio e, soprattutto, a suo avviso, è necessario modificare la legge elettorale prima di ricorrere a nuove elezioni, facendo in modo che questa garantisca l’effettiva corrispondenza tra maggioranza espressa dagli elettori e maggioranza parlamentare. Pronostici in merito svelano la possibilità di ricorrere alle urne nel prossimo inverno, febbraio 2017. #Elezioni politiche #referendum costituzionale