È fatta. Nella serata di lunedi 12 dicembre Paolo Gentiloni ha presentato la sua squadra di governo. Tante conferme, qualche nome nuovo, una sorpresa bisognosa di approfondimento. Cambiamenti per Alfano (che passa dal ministero degli Interni a quello degli esteri), e Boschi (da ministro delle Riforme, ruolo pressochè abolito, a segretario del Consiglio dei ministri), l’addio della Giannini, le new entry, tra cui spicca Minniti (al Quirinale al posto del leader di NCD). Tanti gli spunti di degni di riflessione. Primo fra tutti riteniamo sia la voce, inedita, del ministero dello Sport, sotto cui compare il nome di Luca Lotti.

Chi è Luca Lotti

Classe 1982, Luca Lotti è un fedelissimo di #Matteo Renzi, fin dai tempi della Provincia di Firenze.

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Per molte malelingue, la sua nomina è stata in qualche modo ‘pilotata’ dal premier uscente, così da avere sempre qualche legame con la governance. Anche se, il passaggio da sottosegretario alla presidenza del Consiglio al Ministero dello Sport non si sa fino a quanto possa risultare, in quanto a potere, un passo in avanti per il “biondo del giglio magico”, come lo ribattezzò in tempi non sospetti il Corriere della Sera. Allora perché creare un nuovo ministero su misura per lui? Una laurea in scienze dell’Amministrazione presso la facoltà Cesare Alfieri di Firenze gli aprirebbe le porte di un sicuro e tranquillo impiego in banca, se non capitasse sulla sua strada, nel lontano dicembre di ormai 15 anni fa, un giovane ambizioso che di lavoro fa il politico. Luca decide di affiancare il giovane nelle sue avventure da sindaco di Firenze prima, e da presidente del consiglio poi, entrando a far parte del PD.

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Ora per ‘Lampadina’ (soprannome forse dovuto alla capigliatura) inizia una nuova avventura, senza il fidato amico Matteo. Sono stati come Batman e Robin per oltre 10 anni. Ora Renzi si è fatto da parte dopo il referendum. Ma in un governo da molti etichettato come fotocopia di quello precedente, è possibile non vedere lo zampino dell’ex sindaco di Firenze nella nomina di Lotti? “Cercava qualcuno che in un certo senso fosse estraneo a questo mondo. E se ricordo bene, durante il colloquio, mi fece più domande di sport che di #politica”, così descrive lo scambio di battute all’origine dell’amicizia e dello scambio politico. Ora si ritrova a fare il ministro, proprio dello sport.

Ministero dello Sport: come opererà

Ex calciatore, appassionato di sport: verrebbe quasi da dire che, se si fosse dovuto creare un ministero dello Sport, in politica nessuno avrebbe potuto ricoprire il ruolo meglio di Lotti. In contatto da mesi con i massimi esponenti di Figc, Coni, interessato a problemi pregnanti (come la sicurezza negli stadi), Lotti, come Renzi, era a favore della candidatura di Roma per ospitare le Olimpiadi 2024.

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Di certo, cambierà qualcosa nell’organizzazione sportiva italiana: il nuovo ministro non ha mai nascosto la sua volontà di emulare il modello inglese.

Ora la squadra c'è. La formazione l'ha stilata #gentiloni. La partita è di quelle da dentro o fuori: l'Italia non può permettersi di perdere ancora.